Dispositivi elettronici resistenti al calore grazie a una nuova plastica

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Arriva notizia dalla Purdue University (una università di ricerca che si trova a West Lafayette in Indiana) dello sviluppo di una nuova plastica che permetterebbe la realizzazione di dispositivi elettronici resistenti al calore.  La principale limitazione dei dispositivi elettronici (dai comuni smartphone ai sistemi dei rover marziani) è che operano correttamente solo in un certo range di temperatura, sia le temperature estremamente basse (provate a vedere quanto ci mette ad esaurirsi una batteria a -40°C) che quelle molto alte influiscono sulle prestazioni fino ad arrivare alla cessazione del funzionamento.
Ora una ricerca pubblicata su Science documenta la realizzazione di un polimero semiconduttore che è in realtà una miscela di due materiali organici che dimostra di condurre elettricità in maniera efficiente e stabile anche se si aumenta la temperatura.



Ma di che temperatura stiamo parlando?
Secondo la ricerca il nuovo materiale ha condotto elettricità in maniera stabile a 220°C, per fare un confronto basti pensare che i dispositivi elettronici normalmente in commercio hanno un range di funzionamento che va da -40°C a +85°C.
Il materiale descritto nello studio è una sapiente miscela tra un polimero semicristallino che garantisce la conducibilità elettrica e un polimero isolante che protegge dal calore, per realizzare una cosa del genere i ricercatori hanno prima dovuto trovare due sostanze con le proprietà desiderate che si mescolassero bene tra loro e poi individuare la giusta proporzione che si è rivelata essere esattamente del 50%, in modo che nessuno dei due prevalesse sull’altro.
Secondo Aristide Gumyusenge, autore principale dello studio, e i suoi colleghi la qualità più impressionante della loro creazione non è tanto il fatto che fino a 220°C ancora conduceva elettricità, ma la stabilità con cui lo faceva alle diverse temperature, man mano che lo riscaldavano non osservavano variazioni di efficienza.
Le possibili applicazioni di dispositivi elettronici così resistenti alle temperature estreme sono vastissime dall’impiego nei posti più estremi della Terra, dai deserti all’Antartide (e in questo caso servirebbero soprattutto agli scienziati) alla realizzazione di sensori per aeroplani ed automobili che vanno posti in punti molto caldi, basti pensare che attualmente i sensori che monitorano il consumo di carburante devono essere posti lontano dallo scarico dei gas esausti perché sono troppo caldi.

Fonte immagine: www.purdue.edu

Roberto Todini

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