Disuguaglianze nel mercato immobiliare: negli USA conta ancora “la razza”

Disuguaglianze, discriminazione, squilibri. Si tratta di malattie congenite tramandate di società in società, che stentano a regredire con l’avanzare del progresso. A dimostrarlo perfino le leggi non scritte che regolano il mercano immobiliare di uno tra i Paesi che soffrono più di tutti questo male. Uno studio della società immobiliare Clever ha riscontrato che basta un aumento dell’1% di residenti neri in un quartiere, a far diminuire il prezzo delle case di circa $ 2.581. I fantasmi di stereotipi discriminatori continuano a  plasmare la società, con effetti di ghettizzazione.

Democrazia sì, ma non per tutti




L’American dream dell’ascesa sociale parte da una base elitaria, fondata su miti colonialisti. Gli squilibri finanziari, reddituali e patrimoniali sono enormi in America, ed intaccano qualsiasi sfera della vita. Parlano chiaro i dati del Census Bureau, che nel  2019 ha mostrato un enorme gap nelle possibilità di compravendita di case tra americani neri e bianchi.  Il patrimonio familiare netto di una famiglia nera è mediamente più basso di quello di una famiglia bianca. Ne deriva una difficoltà nella richiesta di mutuo, ma non solo: gli afroamericani pagano di più per i loro mutui rispetto ai bianchi americani. Si tratta di una percentuale dello 0,29%. Ma c’è di peggio: le donne nere pagano  lo 0,57% in più rispetto alle donne bianche per un mutuo. Segno che la parità di genere è ancora molto lontana. In termini di vendite, se il venditore è afroamericano la casa verrà svalutata già in partenza.


 
Una casa media nelle aree metropolitane prevalentemente nere ha un prezzo medio di quotazione di $ 167.508, mentre la tipica casa in un quartiere bianco ha un prezzo medio di quotazione di $ 335.000.

Disuguaglianze: nuocciono anche al portafogli

Colmare il divario sociale sarebbe finanziariamente vantaggioso.  Negli ultimi 20 anni, il divario di ricchezza razziale è costato 16 trilioni di dollari. dati di Clever sottolineano che ogni aumento del 10% dell’equità domestica e della ricchezza negli alloggi crea 147 miliardi di dollari di spesa, considerando che ogni americano ricava gran parte del proprio patrimonio netto dalla propria casa. Non si tratta di una piccola quantità, specialmente oggi che il Paese si sta riprendendo da uno dei peggiori disastri economici causati dalla pandemia di coronavirus. Un motivo in più per risolvere un problema con radici profonde, restituendo finalmente la meritata uguaglianza sociale.


Elena Marullo

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