Dolly si suicida a 14 anni, vittima dei bulli online

Il padre lancia su Facebook un forte appello contro il bullismo.

Dolly negli spot che l'hanno resa celebre. Fonte immagine: http://www.corriere.it/cronache/18_gennaio_11/dallo-spot-tv-vittima-bulli-3c4cc05e-f646-11e7-9b06-fe054c3be5b2.shtml?refresh_ce-cp
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Spesso il male più pericoloso è quello che si insinua di nascosto, subdolamente nelle nostre vite. Ed è stata proprio una piaga subdola della nostra era, il bullismo, a portarsi via Ammy Everett, per tutti Dolly, adolescente australiana di 14 anni.
La ragazza che si è suicidata il 3 gennaio 2018, non ha retto alla pressione dei cyberbulli che l’hanno a lungo perseguitata sui social e nella Rete.



L’appello del padre contro bulli e cyberbulli, affidato a Facebook

Ammy Everett non era una ragazza qualunque, infatti aveva dato il volto ad una campagna pubblicitaria per un’azienda australiana che produce cappelli tipici, anche per questo l’intero Paese è  sotto choc. Nei giorni successivi al tragico gesto, Tick Everett, padre della ragazza, ha affidato a Facebook un importante messaggio contro il bullismo. Nel messaggio, il signor Everett si è scagliato contro gli haters della rete, sottolineando contemporaneamente la forza della figlia. Tick Everett, ha ringraziato le molte persone che hanno espresso solidarietà alla famiglia ma soprattutto si è scagliato contro il bullismo. Con il suo post, questo coraggioso padre si esorta ad unirsi contro il bullismo e afferma:

“Se possiamo aiutare altre vite preziose a uscire dallo smarrimento e dalla sofferenza, la vita di Dolly non sarà sprecata”.

Inoltre lancia un avvertimento ai cyberbulli che hanno avvelenato la vita di sua figlia giorno dopo giorno:

 “Se pensate che il bullismo sia uno scherzo, se vi sentite superiori, leggete questo post, venite al funerale e assistete alla devastazione che avete creato”.

L’esortazione è dunque quella di unirsi tutti contro queste forme di crudeltà che possono rendere insopportabile la convivenza col male del mondo.

Come combattere bulli e cyberbulli

Così, mentre in Australia l’hastag #Stopbullyingnow diventa virale in Australia, una domanda sorge spontanea: come si fermano concretamente gli haters della rete?

Ovviamente, in un mondo sempre più online, il bullismo in Rete crea forti preoccupazioni non solo in Australia. Nel nostro Paese è stata recentemente approvata una legge contro il cyberbullismo. Certamente, si tratta di un passo importante per stabilire criteri di repressione ed inquadrare un fenomeno che ha un importante impatto sociale anche in Italia, tuttavia la risorsa principale in questa lotta restano gli strumenti educativi.

L’impegno contro questo fenomeno è cresciuto anche nella società civile. Un esempio in questo senso lo fornisce l'”Associazione Nazionale Asso. Noi Diciamo No!” che, insieme ad altre organizzazioni anti-bullismo ed anti-violenza, si sta occupando di creare percorsi didattici rivolti ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado per contrastare violenza ed odio tra i giovani.

Gessica Liberti

 

 

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