Dolore cronico, finalmente nuovi risultati dalla terapia genica

Gli oppioidi rimangono lo standard di cura per molti casi di dolore cronico

Gli oppioidi rimangono lo standard di cura per molti casi di dolore cronico. Sebbene siano spesso l’opzione migliore disponibile, hanno anche svantaggi che non li rendono perfetti. Questi includono effetti collaterali avversi e la tendenza a rendere le persone più sensibili al dolore nel tempo, portando a un rischio di dipendenza. I ricercatori hanno quindi cercato alternative per alleviare il dolore cronico.

Disattivare i canali sodio geneticamente è possibile?

I canali del sodio di alcune cellule nervose controllano la sensazione di dolore regolando il flusso di ioni di sodio. Una mutazione genetica che disabilita uno di questi canali, chiamato NaV1.7, rende le persone incapaci di provare dolore fisico (il nome del gene umano è SCN9A).

NaV1.7 rappresenta quindi un obiettivo promettente per nuovi farmaci antidolorifici. Sfortunatamente, NaV1.7 è molto simile a molte altre proteine. I ricercatori non sono stati in grado di sviluppare un farmaco che possa prendere di mira NaV1.7 senza influire su queste proteine correlate.




Un team guidato dai dottori Prashant Mali e Tony Yaksh dell’Università della California, San Diego, ha sviluppato un metodo alternativo per inattivare NaV1.7: spegnere il gene che lo codifica.

Lo studio

Il loro studio è stato supportato in parte dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) del NIH e dal National Human Genome Research Institute (NHGRI). I risultati sono apparsi il 10 marzo 2021 su Science Translational Medicine.

Per spegnere il gene NaV1.7, i ricercatori hanno usato un repressore proteico che bloccava l’espressione del singolo gene. Questo ha creato una molecola che poteva spegnere il gene senza alterare la sequenza del DNA.

I ricercatori hanno definito la loro strategia analgesia di lunga durata attraverso una repressione epigenetica in vivo mirata di NaV1.7. o LATER.

Per testare LATER, i ricercatori hanno iniettato questi costrutti nei canali spinali dei topi e hanno trattato le loro zampe per renderli più sensibili al dolore. Quando esposti a calore, freddo o pressione, i topi trattati con uno dei costrutti LATER avevano soglie di dolore più elevate, quindi avevano meno dolore, rispetto ai topi non trattati. Questo sollievo dal dolore durò diverse settimane. L’intera durata del sollievo dal dolore è ancora sconosciuta. I topi trattati si comportavano normalmente e non mostravano effetti collaterali apparenti.

Conclusioni

I ricercatori ritengono che la strategia LATER abbia un potenziale per gestire il dolore cronico nelle persone. Tuttavia, è ancora necessario un ulteriore lavoro prima che LATER sia pronto per le prove sull’uomo. NaV1.7 differisce tra topi e umani, quindi il sistema potrebbe aver bisogno di adeguamenti per lavorare nelle persone. E la sua efficacia e la sua potenziale tossicità dovranno essere testate in primati non umani. Ma questi risultati hanno dato ai ricercatori un inizio promettente.

Agostino Fernicola

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