Donald Trump ha la malattia di Alzheimer? La bomba è stata sganciata dal nipote del tycoon Fred Trump Jr., che lo scorso giugno ha dichiarato, in un’intervista radiofonica rilasciata alla rete SiriusXM, di aver riconosciuto nel Presidente USA i sintomi della malattia e sarebbe una storia comune all’interno della famiglia Trump. Per Trump III, ci sono dei segnali comportamentali osservabili nelle apparizioni pubbliche di The Donald che ricordano i sintomi di Fred Trump Sr., il padre del presidente, malato di Alzheimer. Quindi, può essere plausibile che le controverse dichiarazioni di Donald Trump siano semplicemente il frutto della mente di un anziano con demenza senile?
Che cos’è la malattia di Alzheimer e perché Donald Trump potrebbe soffrirne
La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più diffusa al mondo e i primi marcatori biologici possono essere colti 18 anni prima della diagnosi, mentre se diagnosticata con sintomi evidenti il danno cerebrale è irreversibile. I principali sintomi dell’Alzheimer sono la perdita di memoria, la difficoltà nel linguaggio, problemi di comportamento e cambiamenti di umore, disorientamento spaziale e temporale, difficoltà nel compiere attività quotidiane e alterazioni del giudizio.
I principali fattori di rischio sono: l’età, la genetica per la predisposizione familiare e la presenza di determinati geni, la storia familiare, le condizioni cardiovascolari come ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, obesità, ma anche la depressione, l’ipoacusia (perdita dell’udito), la sedentarietà, il fumo, l’eccessivo consumo di alcol, l’inquinamento atmosferico, i traumi cranici, la scarsa istruzione e il basso contatto sociale. Quindi, per capire se effettivamente la notizia lanciata da Fred Trump III può essere plausibile, è necessario capire se questi fattori di rischio possano confermare la presenza dell’Alzheimer nella vita del Presidente USA.
Come già anticipato, nel clan dei Trump ci sono casi di storia familiare con l’Alzheimer ed è il padre del tycoon, Fred Trump Jr., ad essersi ammalato prima di morire; di base ciò rappresenta un campanello d’allarme, soprattutto in virtù del fatto che al tycoon non interessa minimamente mantenere uno stile di vita sano.
Sotto questo punto di vista, anche solo leggere la dieta giornaliera di Donald Trump basta a intasare le arterie di una persona comune: un amore incondizionato per i fast food, niente acqua, niente colazione e niente pranzo, dodici diet coke al giorno, cene e spuntini con pollo fritto, patatine e hamburger e bistecca. Per usare un eufemismo, decisamente non è la dieta indicata per una persona con storie familiari di Alzheimer.
Oltre ciò, non si deve dimenticare che Donald Trump ha 77 anni e che più passa il tempo più il rischio del peggioramento delle sue condizioni mentali è concreto. Di norma, se una persona anziana soffre di Alzheimer, perderà gradualmente l’autosufficienza e il discernimento. Ma cosa succede se questa persona è il Presidente di una delle Nazioni più influenti al mondo?
Le controverse dichiarazioni di Trump possono essere sintomo della malattia di Alzheimer?
Nel suo bestseller All in the Family, Fred Trump III analizza la sua famiglia e racconta la malattia del padre, individuando nello zio gli stessi sintomi che aveva il padre. Nel particolare, le più recenti dichiarazioni di Trump portano alla luce la tendenza del tycoon a diffondere informazioni fuorvianti o inesatte su una moltitudine di argomenti. Infatti, ultimamente seguire il dibattito politico statunitense è più difficile che mai, nessun media riesce a dare un senso a tutte le dichiarazioni e le contraddizioni di Trump.
Guerra dei dazi? Forse saranno impostati realmente o forse cambierà di nuovo idea, l’importante per il presidente è mantenere l’immagine del magnate di un tempo e che il resto delle potenze internazionali gli “baci il c**o, come ha dichiarato. L’amore per Elon Musk? Finito nel dimenticatoio e con molta probabilità The Donald si è dimenticato anche dei finanziamenti che il supermiliardario sudafricano ha imposto per la sua campagna elettorale. I suoi predecessori politici? Degli “stupidi“, come più volte ripete il tycoon durante le sue conferenze stampa. In altre parole, quando si parla di Trump sembra di partecipare a un reality show, dove non sai mai quando arriverà il colpo di scena che cambierà le carte in tavola.
Purtroppo, la Casa Bianca non è Temptation Island e in gioco non c’è una relazione fedifraga tra un’aspirante influencer e un narcisista imbottito di creatina, ma ci sono in gioco le vite di milioni di persone, non solo americane: il peso degli USA nelle decisioni internazionali è ben noto, basti pensare agli oltre trenta veti imposti all’Onu nel momento delle votazioni per sanzionare Israele e le sue azioni criminali in Palestina.
Sicuramente, l’attenzione allo stato di salute di Donald Trump sarà sempre più pressante in futuro, ma forse dimostrare la presenza dell’Alzheimer potrebbe essere un bene: avrebbe più senso e sarebbe molto più umano confermare che le dichiarazioni del tycoon siano riconducibili alla mente compromessa di un anziano con demenza senile invece che a un diavolo personificato potente e capitalista, che sembra essersi venduto l’anima al miglior offerente molti anni fa.
Aurora Colantonio















