Donare il sangue: dal 2021 per gay e bisex del Regno Unito sarà più facile

In alcune zone del mondo, non tutte le persone possono donare il sangue: a essere un ostacolo non sono ragioni d’età o di salute, ma è l’orientamento sessuale. Queste limitazioni, ancora esistenti oggi in Paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, si portano dietro la zavorra dello stereotipo che collega omosessualità e promiscuità sessuale. Come se l’eterosessualità fosse invece un elemento indicatore di prudenza. Il Regno Unito, dal 2021, farà un passo in avanti, ma la strada è ancora impervia. 

Donare il sangue per gay e bisex di sesso maschile del Regno Unito sarà possibile, solo se in una relazione stabile, dal 2021. La legge, da molti ritenuta omofoba, ha inizio negli anni ‘80, quando venne scoperto il virus dell’HIV.

Saranno, però, esentati unicamente i donatori la cui relazione duri da molto tempo. Gli altri uomini omosessuali e sessualmente attivi dovranno astenersi dal sesso per tre mesi prima di donare. Questo passo avanti è un ulteriore mattone per combattere l’omofobia. Anche se ancora in molti paesi europei (tra cui Germania e Croazia) sono presenti forti restrizioni.

Dagli omosessuali all’HIV il passo è breve

Basti pensare che l’HIV inizialmente veniva chiamata GRID, una sigla che riguardava il suo presunto collegamento con l’omosessualità. Questo stereotipo, poi smentito dalla scienza, fa danni da quando, nei primi anni ’80, alcuni medici statunitensi scoprirono il virus.

Il virus dell’HIV, però, come si sa, colpisce tutti, sebbene rimanga il pregiudizio. Sembra, infatti, quasi scontato che gli uomini omosessuali non vogliano proteggersi nei loro rapporti. Ciononostante, i dati sulla malattia smentiscano questa teoria.

Il pregiudizio, negli anni, ha reso le donazioni di sangue per i gay quasi impossibili. Nel Regno Unito, durante gli anni ’80,  si istituisce il divieto totale. Nel 2011 viene introdotto un periodo di un anno di astensione dal sesso, al quale poi sarebbe seguita la donazione. E nel 2017 il periodo si riduce a 3 mesi.

Donare il sangue per omosessuali e bisex è ancora fonte di discriminazione

La discriminazione sulla donazione sanguigna parte dal fatto che il divieto esiste solo per gli MSM. Man who have sex with men. Sono escluse le donne, sono esclusi gli uomini eterosessuali. Tutto questo è ancora troppo interconnesso con l’idea per cui gli eterossessuali sono sessualmente più accorti.

Durante la strage di Orlando nel locale Gay Pulse, le persone omosessuali non poterono donare il sangue per aiutare la loro stessa comunità. Gli Stati Uniti hanno accorciato solo quest’anno il periodo di astinenza dal sesso per gli omosessuali. La decisione si deve al forte bisogno di sangue durante il periodo più problematico della pandemia di Coronavirus. Ma in Gran Bretagna non è successo. Anche durante la pandemia, gli uomini gay non si sono potuti sottoporre a uno studio sul plasma sanguigno rendendo più lento il processo per salvare le vite.

Ma in Italia?

Per le persone omosessuali e bisessuali in Italia non ci sono restrizioni. Donare il sangue è possibile a tutti. Nel 2001, grazie all’allora ministro della sanità, Veronesi, ci siamo liberati di uno stigma ingombrante.

Per una volta, non è il nostro Paese a dover ancora migliorare.

Antonia Ferri

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