Donne e lavoro: dati incoraggianti su una distesa di sabbie mobili

Come eliminare il gap salariale e risolvere la questione donne e lavoro. Sarà mai possibile prima della fine del mondo?

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Non è solo il problema della disoccupazione ad essere al centro del dibattito quando si parla di lavoro, ma anche quello riguardante donne e lavoro, precisamente in merito alle differenze salariali tra uomini e donne.

La recente indagine “Getting to Equal 2017”, condotta da Accenture (nota multinazionale di consulenza aziendale), evidenzia dei dati precisi e per alcuni versi interessanti, sia pur basati su un’attuale situazione piuttosto critica quando si parla di donne e lavoro.

A quanto pare, l’essere umano farà un miliardo di altre cose, raggiungerà tantissimi altri traguardi prima che ci sia la parità di retribuzione tra i due generi: paradossalmente, si potrà andare su Marte (attività prevista per il 2030) prima che si abbia l’assoluta parità sul lavoro in termini economici, fissata intorno al 2044.




La ricerca di Accenture sul tema donne  e lavoro

Secondo Accenture a livello mondiale per ogni 140 dollari guadagnati da un uomo, una donna ne guadagna mediamente 100. Uno divario aggravato in maniera importante dal fatto che le donne hanno delle probabilità di gran lunga inferiori rispetto agli uomini di ottenere un lavoro retribuito (50% vs 76%).

Nei mercati maturi i dati sono più incoraggianti quando di parla di donne e lavoro: le differenze salariali potrebbero essere risolte entro il 2044, mentre per i mercati emergenti si parla del 2066; in Italia la parità salariale si potrebbe raggiungere nel 2049.

Ciò significa che nel nostro Paese per ogni 100 dollari guadagnati da una donna, un uomo ne guadagna mediamente 131. Dato che, a primo impatto, risulta piuttosto impattante, ma che risulta inferiore rispetto a Inghilterra (131 vs 161), Francia (131 vs 135) e Germania (131 vs 160).




Lo studio di Accenture, che approfondisce il tema della riduzione del gender gap in ambito professionale, evidenzia anche alcuni acceleratori che potrebbero contribuire in modo determinante alla risoluzione del conflitto e giungere alla parità salariale:

  • Digital Flunecy: utilizzo degli strumenti digitali in ambito lavorativo e formativo, per stringere relazioni e creare connessioni
  • Strategia di carriera: necessità che la donna investa in modo consapevole e punti proattivamente sulla propria crescita professionale
  • Immersione tecnologica: opportunità di acquisire competenze tecnologiche e formarsi all’interno di contesti altamente avanzati al pari degli uomini.

È necessario che tutti gli attori coinvolti, in primis aziende, Stato e mondo accademico operino insieme nella medesima direzione in tema di donne  e lavoro, eliminando anche le purtroppo sempre più diffuse discriminazioni di genere.

Non si potrà andare da nessuna parte se le donne continueranno a subire diversità di trattamento rispetto ai colleghi maschi, non solo a livello economico ma anche relazionale e di approccio in senso lato.

Non è tollerabile che ad oggi durante un colloquio di lavoro alle donne venga ancora chiesto se hanno intenzione di diventare madri, sposarsi o metter su famiglia.

Perché se si continuerà in tale direzione, non basteranno neppure i prossimi 100 anni per appianare il gap.

Leggi anche: Le donne lavorano gratis (se hanno un lavoro)

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Annachiara Cagnazzo

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