Donne e truffe: parità di genere anche nel mondo del crimine

Anche nel 2017 le truffe online vanno di moda. Secondo dati della Polizia Postale, dal 1 gennaio al 31 agosto 2017, 1.689 persone sono state denunciate per aver perpetrato raggiri sul web. Nello stesso periodo sono stati segnalati 11.380 messaggi sospetti. Insomma, nonostante gli sforzi per sensibilizzare gli utenti, il fenomeno non si ferma.

Sgominata banda di truffatrici a Reggio Emilia

Recenti azioni di contrasto alle truffe online hanno visto i Carabinieri di Reggio Emilia scoprire una banda, capeggiata da una donna e a maggioranza femminile .

Forse, il fatto specifico può strapparci un sorriso amaro su come il mondo del crimine si sia “aperto alle pari opportunità” anche se è chiaro  che vorremmo vedere le donne affermarsi in altri campi.

Al di là dell’ironia, questa vicenda presenta due fondamentali punti di riflessione: la varietà di truffe online e come difendersi.




Dal punto di vista della tutela dell’utente, il caso emiliano presenta una particolarità: sarà applicata per la prima volta l’aggravante di minorata difesa relativa ai raggiri online. In base a questa disposizione giuridica si stabilisce che l’acquirente non ha la possibilità di verificare in modo diretto l’affidabilità del venditore. In questo modo la posizione del truffatore si aggrava e le pene si inaspriscono.

Non rimanere impigliato 

Certo, l’inasprimento delle pene per questo tipo di reati è una buona notizia ma non dobbiamo dimenticare di tenere gli occhi aperti quando navighiamo in Internet. Dunque. quali sono  i principali raggiri che rischiano di farci “rimanere impigliati nella Rete”

Un’indagine dell’agenzia di comunicazione “Found!” resa nota ad inizio anno e che ha coinvolto 2500 persone tra i 18 e i 65 anni ha rilevato una classifica dei raggiri più comuni sul web. Ecco le prime 8 posizioni.

  •  Vincita di premi sensazionali segnalati da email spam (45%)
  •  Falsa beneficenza messa in evidenza da contenuti digitali o email (36%)
  •  Offerte di prova gratuita mediante pubblicità poco affidabili (31%)
  •  Offerte di lavoro tramite annunci di lavoro inventati (27%)
  • Furto di identità, rubati password e dati personali tramite proposte online (23%)
  •  Shopping online tramite siti poco affermati (18%)
  •  Prestiti a basso tasso d’interesse offerti siti poco credibili (12%)
  •  Intermediazioni immobiliari di annunci fasulli (9%)

Naturalmente, questa situazione causa un aumento della sfiducia nei confronti del web. La soluzione non consiste nel fuggire dalla rete ma nell’essere prudenti. Le raccomandazioni  principali sono sempre le stesse.

Diffidare da email che imitano i siti di banche o poste, richiedendo password e dati personali in un italiano maccheronico.

 Verificare la sicurezza e l’attendibilità di un sito prima di fare acquisti o inserire dati (i siti sicuri sono contrassegnate dalla sgla https://).

Tenere d’occhio la reputazione di un venditore online attraverso le recensioni degli altri utenti.

Non collegare in modo diretto siti di shopping online al nostro conto corrente bancario.

Più in generale, accertarsi della reale identità di chi ci contatta sul web.

Concludendo Internet, come tutti i mezzi di comunicazione, non è né buono né cattivo, bisogna usarlo con cautela.

Gessica Liberti

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