“Dopo di noi”, l’ok della Camera

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Passa alla camera con 312 voti a favore, 64 contrari (del Movimento 5stelle) e 26 astenuti, la legge “Dopo di noi” pensata per migliorare le condizioni delle persone affette da disabilità grave senza sostegno familiare.

“Un passo di civiltà”, una “legge di serenità per tante famiglie”, questi i commenti di alcuni parlamentari in seguito all’approvazione alla camera in terza lettura del ddl “Dopo di noi”.

Avevamo già scritto dell’ Iniziativa di Ileana Argentin e della raccolta di firme online che ha portato alla redazione di questo testo legislativo.

Avevamo scritto del perché una disposizione del genere sia necessaria e importante, del perché il suo nome è “Dopo di noi” e non “Dopo di loro”, perché in quel “noi” ci sono milioni di famiglie italiane con figli disabili, preoccupate di un futuro incerto per loro.

La legge, composta da 10 articoli, mira a “garantire benessere, inclusione sociale e autonomia alle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento (…), in quanto mancanti dei genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire adeguato sostegno.”

Per fare questo, come riporta l’art. 3 della legge, verrà costituito un apposito “Fondo” per il quale saranno stanziati 270 milioni di euro in tre anni. 

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Il finanziamenti saranno volti alla creazione di strutture che forniscano un’assistenza domiciliare o che, secondo una “deistituzionalizzazione”, riproducano condizioni alloggiative confortevoli e simili a quelle delle abitazioni dei ragazzi disabili.

Sono anche previste agevolazioni fiscali per costituzione di trust con vincolo di destinazione, polizze assicurative e fondi speciali. Inoltre, la tassa di successione non si applicherà a quelle donazioni e successioni per il trasferimento di beni e diritti reali destinati al sostentamento delle persone disabili.

Ho letto commenti spietati sotto questa notizia. Ho letto di persone che accusano il Governo di pensare al “dopo” di noi, e non all’oggi, all’attualità.

Penso che su questa tematica ci sia poco da commentare.

Perché in quel “dopo” di noi, c’è il pensiero costante delle mamme e dei papà che non sopravvivranno ai loro figli disabili, in quel “dopo”, per loro, c’è l’oggi, l’attualità.

In casa mia, per esempio, pensare al futuro dei miei cugini disabili è la quotidianità.

Amministrare i loro beni, far loro da tutore legale, tutto è concreto e organizzato in vista del domani che ci aspetta.

Per questo ritengo che, invece di sollevare polemiche sterili su argomenti che polemica non dovrebbero minimamente suscitare, trovo sia opportuno mettersi nei panni di chi vive questo dramma del domani in casa propria.

 

 

 

 

 

 

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