Dopo il Coronavirus non voteremo mai più per degli scappati di casa

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Dopo il Coronavirus non voteremo mai più per degli scappati di casa. Questo, perlomeno, voglio sperare. La democrazia rappresentativa funziona, e benissimo, ma solo se usata per eleggere i migliori tra noi. Donne e uomini, l’epidemia lo sta mettendo in chiaro, cui affidiamo le nostre vite. Altro che uno vale uno.
Basta vedere cosa succede in Gran Bretagna e negli USA. Avevano tutti i vantaggi possibili rispetto a noi. Potevano seguire il nostro esempio. Hanno perso tempo. Tra una barzelletta sulla nostra natura “latina” e una descrizione della nostra sanità come appartente al Terzo Mondo. Cialtroni. I due capoccia, eh, Boris J e Donald. Il secondo in particolare. Fa battute davanti ai morti. E’ riuscito a trasformare anche il rapporto giornaliero sul progresso dell’epidemia in uno spettacolo con gran sfoggio di uniformi. Operetta allo stato puro. Mentre a New York si è al disastro. Parla il governatore Cuomo. Lui sì, uno da ascoltare. Mancano i respiratori, dice, e la gente muore. Mentre gli stati se li contendono, ci vorrebbe un’autorità che li gestisse a livello federale. Che li destinasse, di volta in volta, dove ce n’è più bisogno. In fondo, si tratta della lezione cinese. Piccolo sarà bello, ma per far fronte a certe emergenze servono tutte le risorse di una grande paese e una forte mano pubblica.
Una lezione anche per noi europei. Divisi, ma che siamo già riusciti a fare qualcosa di meglio degli americani. Se non altro, grazie agli acquisti di materiale sanitario coordinati dall’Unione. La dimostrazione che per andare avanti dovremo unirci sempre di più. E certo, vale anche per i debiti. Alla fine della crisi quanto varrà il nostro? Il 170 o 180% del pil? Ovvio che sarà insostenibile, come i debiti francesi e spagnolo. Come sarà altissimo lo stesso debito tedesco. Ovvio, di nuovo, che servirà una soluzione comune.
L’alternativa per noi italiani? Il default, l’azzeramento del risparmio nazionale e il ritorno a una Lira buona solo per giocare a monopoli. L’Euro era solo il primo passo. Ora facciamo gli altri. Comunque decideremo di chiamarli, dovremo avere finalmente dei ministri europei delle finanze e dell’economia. Oltre a un ministro degli esteri. Altro che felpati generalissimi da Banana Republic. Il destino che, a ogni modo, qualcuno vorrebbe per noi.
A questo proposito, una notizia su cui riflettere. Jacobo Iacoboni, sulla Stampa, osa mettere in dubbio l’utilità degli aiuti inviati dai russi e fa notare che sono usati dal Cremlino per farsi propaganda a poco prezzo. Apriti cielo. Arriva subito la protesta di Mosca. Il ministero russo della Difesa esige immediate scuse con un linguaggio simil-mafioso: “Chi scava la fossa in essa precipita”. Alla faccia della libertà di opinione. Senza che i nostri sempravvolti nel Tricolore abbiano nulla da ridire. Loro, così gelosi della nostra sovranità nazionale. Tanto che la vorrebbero tutta per sé. Manco l’avessero già venduta a qualcuno.

 

Daniel Di Schuler

 

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