Draper – La tuta spaziale che ti riporta a casa

I ricercatori della società "Draper" hanno realizzato una nuova tuta spaziale

Fonte: Spaceflightinsider.com
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Uno dei pericoli più grandi che un astronauta possa affrontare è quello di allontanarsi troppo dalla Stazione Spaziale. Un vero e proprio incubo quello di vedersi abbandonato allo spazio aperto.



Fonte: Spaceflightinsider.com
Ma esiste una tecnologia in grado di sventare questa eventualità? A Matt Kowalski, nel film Gravity, un sistema di questo genere avrebbe fatto davvero comodo. Ebbene, grazie alle ricerche dell’Ingegnere Kevin Duda e del suo team, possiamo contare su una nuova tuta spaziale in grado di riportare gli astronauti alla navicella di provenienza.
Questa nuova tecnologia, in parte finanziata dalla NASA, prende il nome dalla stessa società che ne ha depositato il brevetto, ossia “Draper“.
Perché Draper è tanto speciale?
Un sistema del genere rappresenta un risultato straordinario nel campo delle EVA, le attività extraveicolari. Infatti le tute spaziali attualmente impiegate nell’ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, non includono alcun mezzo che permetta agli astronauti di fare ritorno alla base in caso di emergenza. Ovviamente tutte le missioni spaziali sono il risultato di un efficiente programma volto ad assicurare che nessun astronauta si trovi nella situazione di vagare nel vasto universo. Ma, nel caso in cui questo capiti, è sempre meglio avere con sé un sistema “Take me home”, come quello realizzato dalla Draper.

 

Fonte: ASI TV
La nuova spacesuit conosce la “strada” per fare ritorno a casa.
Nel caso in cui l’astronauta sia cosciente, potrà manovrare dei sensori montati sul casco e, seguendo dei segnali contestuali generati dal software interno, fare ritorno alla base. Il sistema potrà essere azionato dall’astronauta oppure dai colleghi ancora a bordo.
Mettiamo, invece, il caso che l’utilizzatore non sia in grado di gestire i comandi della tuta. Tranquilli, il pilota automatico sarà di serie. La tuta condividerà, evidentemente senza GPS, la propria posizione. Ma non solo. Dopo aver fatto dei calcoli sulla base dei dati rilevati, come il consumo d’ossigeno, le condizioni esterne e lo spazio, percorrerà la traiettoria migliore per fare ritorno alla Stazione.
Draper potrebbe essere molto utile anche sulla Terra.
Il prototipo della nuova tuta potrebbe rivelarsi utile, almeno teoricamente, in dei contesti più comuni, come le attività svolte dai vigili del fuoco, dai sommozzatori e dai paracadutisti.

 

Giuseppe Bua

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