“Dreamers. 1968” : una mostra per tornare a sognare

Dal 5 maggio al 2 settembre la capitale ospita al Museo di Roma in Trastevere la mostra fotografica sul 1968, cinquant’anni dopo.

Fonte: Carlo Riccardi/ Archivio Riccardi Dreamers
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La mostra “Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”, che si terrà a Roma dal 5 maggio al 2 settembre al museo di Roma in Trastevere, nasce da un’idea di Riccardo Luna, direttore AGI e di Marco Pratellesi, condirettore dell’Agenzia. L’esposizione raccoglie materiali provenienti dall’archivio storico AGI, insieme a quelli messi a disposizione da AAMOD Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio,  AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, RAI RAI-TECHE  e altre agenzie e archivi.

Fonte: Agi.it

Il contenuto

L’obiettivo di “Dreamers. 1968” è quello di raccontare, attraverso un percorso fotografico e multimediale  fatto di immagini, filmati inediti, prime pagine di quotidiani e riviste, tutto il 1968,  anno cruciale per la storia mondiale, facendo luce non solo sulla vita istituzionale e politica, ma anche sugli aspetti della società e del costume, del cinema, della tv, dello sport, della vita quotidiana. Accanto al catalogo fotografico sfilano anche dei veri e propri pezzi d’antiquariato, come un ciclostile, un juke box, la Coppa originale vinta dalla Nazionale ai Campionati Europei, la fiaccola delle Olimpiadi a Città del Messico.

Una strada per il futuro

Quella del ’68 è stata l’ultima generazione che non ha avuto paura di combattere per gli ideali in cui credeva, sentiva come proprie le ingiustizie che si verificavano nel resto del mondo, si è mobilitata e ha lottato per lasciare ai propri figli un mondo migliore, anche facendo errori e illudendosi.

Dagli sguardi, dall’energia, dai gesti e dalle parole dei protagonisti si percepisce che vi era nell’aria una spinta al cambiamento, che andava ben oltre il movimento operaio e studentesco e trovava il suo punto di forza nell’idea che la felicità può esserci soltanto se è una cosa possibile per tutti, e che la sofferenza del vicino è in fondo anche la tua. Un’ occasione per ricordare e celebrare una generazione di uomini e donne coraggiose e un invito a sognare e a lottare per realizzare anche noi un mondo più felice.

Maria Ferro

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