Il nuovo drone bagnino: arriverà in soccorso del bagnante in pericolo

I nuovi progetti saranno presentati a novembre al Sea Drone Tech Summit

Fonte: dday.it
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Al via le sperimentazioni per il drone bagnino in Italia. Ridurrà i tempi di soccorso e renderà più efficienti le manovre di salvataggio.

Il drone nasce come un piccolo velivolo radiocomandato, utilizzato inizialmente durante le esercitazioni militari come bersaglio. Con il progresso tecnologico è diventato un vero fenomeno, che vede la sua ramificazione nei diversi settori della società. Questo velivolo viene oggi utilizzato soprattutto per riprese aeree, sorveglianza, analisi del suolo. Si prospetta che per il futuro la sua evoluzione, affiancherà anche i corrieri per il trasporto di merci, principalmente di piccole dimensioni. Ad ogni modo il drone come qualsiasi altro velivolo, si attiene all’Enac – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – che ha redatto vere e proprie regole per garantire la giusta sicurezza durante i voli.



Come funziona il drone bagnino?

Progettato per decollare dalla spiaggia, trasporta il salvagente e lo lancia in prossimità del bagnante che chiede aiuto. Questa funzione è già attiva in diversi paesi del mondo. Il velivolo non sostituisce il lavoro umano ma lo rende in ogni caso più efficiente.

Il 18 gennaio 2018 in Australia è stato proprio il drone-bagnino, a portare a termine le operazioni di salvataggio in mare aperto. Per la prima volta questo dispositivo ha effettuato un’operazione, salvando dalla morte due ragazzi, lanciandogli un galleggiante dall’alto.

Vista l’importanza di questo strumento per il salvataggio, sembra essere arrivata l’ora anche per il nostro paese di avvicinarsi alla nuova frontiera del drone-bagnino. In Italia si attende il “Sea Drone Tech Summit 2018”, un congresso dedicato ai droni e alla robotica per l’uso marino. Avverrà dunque il 16 e il 17 novembre, la presentazione dei nuovi progetti per il drone-bagnino. I progetti mostreranno droni capaci di trasportare galleggianti e salvagenti, ma ci saranno anche degli studi su velivoli di maggiori dimensioni che potranno trasportare in aria anche canotti di salvataggio. Nel frattempo sono cominciate le prime sperimentazioni, lungo alcuni Comuni costieri italiani. Queste sono state approvate anche dalla Capitaneria di Porto, che incita gli stabilimenti balneari ad un utilizzo più frequente.

 

Alessia Primavera 

 

 

 

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