L’effetto Mozart e l’impatto della musica classica sul Q.I.

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Durante l’adolescenza, l’individuo incontra molti cambiamenti fisici e caratteriali, ma anche i suoi gusti cambiano. L’adolescente inizia ad avere le proprie preferenze in fatto di vestiti, programmi televisivi e musica. Pop e rock vanno decisamente per la maggiore. Nel 1993, però, fu elaborata una teoria chiamata effetto Mozart, secondo la quale chi ascolta musica classica con una certa frequenza è portato ad avere risultati migliori soprattutto in campo scolastico.

Mozart
L’effetto Mozart: l’impatto della musica classica sul Q.I.

Tale teoria fu sviluppata da due fisici, Gordon Shaw e Frances Rauscher. Ottantaquattro studenti furono divisi in tre gruppi: al primo gruppo fecero ascoltare musica easy listening, il secondo ascoltò una sinfonia di Mozart, e al terzo non fecero ascoltare nulla. Successivamente, gli studenti furono sottoposti ad un test di intelligenza sul ragionamento spaziale, lo “Stanford – Binet”.

I risultati del test parlavano chiaro: coloro che avevano ascoltato Mozart ottennero un punteggio nettamente superiore a coloro che non l’avevano ascoltato. Questo “effetto” è di breve durata, in quanto sono stati presi in esame i quindici minuti immediatamente successivi all’ascolto. L’ascolto della sinfonia, dunque, non aveva elevato il quoziente intellettivo degli studenti, ma si era limitato a migliorare le prestazioni di questi ultimi in un lasso di tempo piuttosto breve.

Tuttavia, è stato dimostrato che ascoltare musica classica durante la gravidanza ha effetti benefici sullo sviluppo del feto. Infatti ascoltare musica nel “periodo più bello per una donna” è molto importante a livello comunicativo. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perché la musica di Mozart è preferibile a quella di Marilyn Manson! La gravidanza dovrebbe essere accompagnata dalla dolcezza della musica per pianoforte o violino, per garantire tranquillità ed equilibrio al feto.

In sintesi, l’ascolto della musica classica non promette un Q.I. di 150. E’ dimostrato, però, che ascoltare musicisti come Mozart o Beethoven aumenta la concentrazione, soprattutto durante l’infanzia, ed aumenta notevolmente la creatività.

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