Antico Egitto: l’importanza della salute e della bellezza legate alla ritualità e alla magia

Il popolo egizio è affascinante e ancora in parte sconosciuto, le sue tradizioni sono raffinate e complesse e non possono che stupire

Le usanze dell’Antico Egitto che oggi possiamo definire moderne sono molte. Una in particolare resta quella più affascinante di tutte.

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Antico Egitto, igiene, salute e bellezza procedono all’unisono. Per gli antichi egizi infatti la cura del corpo era fondamentale. Questo fatto lascia in parte stupiti se si pensa al fatto che nelle epoche successive l’esigenza di porre attenzione all’igiene si sia praticamente annullata (per esempio nel Medioevo).



Antico Egitto, igiene e cultura

L’igiene non era soltanto uno stile di vita, anzi, era una parte radicata della loro cultura. La cura con cui producevano unguenti, pomate, profumi e cosmetici era conosciuta da tutti i popoli dell’epoca. Ma perché il popolo egizio teneva tanto alla propria igiene personale? Secondo scritti e resti rinvenuti si è potuto riscontrare il fatto che la cura del corpo era legata alla spiritualità, alla magia e alla religione.

La pulizia infatti, sopratutto per le classi sociali più agiate, si svolgeva con veri e propri rituali magico-religiosi. Per esempio, il faraone iniziava ogni giornata con un rituale purificatore che prevedeva la pulizia, la profumazione e il trucco. Il rituale era chiamato “cerimonia di toeletta” ed era suddiviso in tre parti.




Cerimonia di toeletta

Le tre parti, tutte ricche di significati magico religiosi, erano il lavacro, l’incensamento del corpo del re e il natron. Il lavacro consisteva nel fare un bagno, il quale simboleggiava la nascita dal Nun del Dio sole. L’incensamento del corpo del re riproduceva simbolicamente la metamorfosi del faraone in Horus stesso e infine il natron, che era un sale utilizzato sopratutto per l’imbalsamazione, veniva masticato sottoforma di palline per mantenere una buona igiene orale. Quest’ultima fase aveva la funzione di rappresentare la rinascita del re dal mondo superiore.

Il ceto medio

Anche se i rituali più complessi venivano svolti dai ceti più alti, tutto il popolo egizio si prendeva cura di sé. Per esempio i profumi erano molto ambiti e utilizzati da tutti. Il più costoso e famoso era il Kyphi, un profumo ottenuto da 16 piante tra cui ginepro, cedro, menta, pistacchio, cannella e molte altre. Questo profumo veniva utilizzato anche nelle parti intime per favorire e migliorare allo stesso tempo il sesso. La seduzione e l’attività sessuale erano molto importanti per gli egizi perché considerati una promessa di rinascita.

Il natron, che abbiamo già citato in precedenza, veniva utilizzato da tutti per mantenere una buona igiene orale. Ma non serviva soltanto a questo. Se mischiato con miele e uva veniva solitamente offerto agli déi come segno di devozione. Se veniva invece bruciato serviva per purificare un’abitazione.




Trucchi, medicinali e magia

L’igiene personale nell’Antico Egitto era strettamente legata alla purezza interiore. Inoltre, il famoso trucco nero che veniva distruibuito sugli occhi per allungarli “a goccia” aveva un importante significato. Oltre a riprodurre la forma dell’occhio del Dio Horus questo stava a significare equilbrio, salute e salvezza per se stessi. I trucchi utilizzati dal popolo egizio non sono da considerarsi banali, anzi. Avevano infatti proprietà curative e terapeutiche, per esempio, aiutavano a proteggere gli occhi da molte patologie, infezioni e infiammazioni provocate dal clima torrido e dall’aria polverosa.

Per produrre i trucchi venivano utilizzati alcuni minerali come la malachite (dal colore verde intenso) o la galena (dal colore grigio scuro). A questi venivano mescolati grassi animali, cera d’api e resine per renderli compatti. La questione ancora più curiosa è che alcune sostanze utilizzate per i cosmetici erano state sintetizzate e quindi non presenti in natura.

Coloro che si occupavano della produzione di queste sostanze avevano una grande conoscenza della chimica e della medicina. Per questo motivo loro e i sacerdoti egizi, venivano considerati dei maghi grazie proprio alla loro grande cultura che spaziava anche nell’astronomia e nella fisica. Molti di loro si occupavano anche di produrre rituali, farmaci, filtri e amuleti per curare i malati e per proteggere il faraone.

Rebecca Romano

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