El Dorado e la misteriosa scomparsa dell’esploratore Percy Fawcett

Molti credevano che la leggendaria città di El Dorado esistesse realmente e per questo ci furono diverse spedizioni

El Dorado è stata per secoli una leggenda e un mito, ma nonostante ciò alcuni archeologi ed avventurieri credevano che questa città fatta d’oro esistesse davvero. Uno in particolare sacrificò la sua vita per cercarla.

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El Dorado è stata per secoli un vero e proprio mito. La leggenda narra che questa città è ricoperta d’oro e ricca di pietre preziose, ma soprattutto contiene numerose conoscenze esoteriche e magiche. L’esploratore ed archeologo britannico Percy Fawcett credeva che questa città esistesse davvero ed era convinto più che mai a volerla trovare. Fawcett la chiamava la “Città perduta di Z” e decise di cominciare la sua ricerca dopo aver fatto alcune spedizioni in Brasile svolte tra il 1906 e il 1924.



Alla ricerca di El Dorado

Percy Fawcett era considerato un grande esperto di spedizioni. A livello fisico ed intellettuale era piuttosto preparato. La sua esperienza passata consisteva nell’aver combattuto nella Prima Guerra Mondiale, nell’aver servito l’esercito britannico nello Sri Lanka e aver partecipato come agente dei servizi segreti ad un’operazione in Nord Africa. Insomma era un uomo decisamente affidabile e pronto per procedere con la spedizione. Dopo la Prima Guerra Mondiale decise di recarsi in Brasile per effettuare alcuni studi zoologici ed archeologici sul territorio.

Nel 1925 Fawcett tornò in Brasile ma questa volta in compagnia di suo figlio primogenito Jack ed un suo amico. Dopo un meticoloso e lungo studio delle leggende locali l’esploratore si convinse in qualche modo che in quei luoghi ancora inesplorati si trovasse El Dorado o meglio, come la chiamava lui, la città perduta di Z. Era volenteroso più che mai di giungere in quel luogo e scoprire l’esistenza della leggendaria città della quale spesso si era parlato nel 1534 quando Francisco Pizarro tornò in patria, dopo essere stato nel Nuovo Mondo, carico di oro ed argento. La zona del Mato Grosso fu la prescelta dall’esploratore, ed essendo ancora un luogo inesplorato e quindi pericoloso, prima di partire dichiarò che se non fosse tornato, di rinunciare in partenza alle spedizioni di recupero.



Le insidie dell’Amazzonia

Il luogo nel quale si stava inoltrando oltre ad essere inesplorato era particolarmente pericoloso. La foresta amazzonica è caratterizzata da una natura selvaggia ed incontaminata che di conseguenza porta con sé numerose insidie che facilmente possono risultare fatali per i suoi visitatori. Ma al di là della natura il problema maggiore si riscontrava a causa delle tribù indigene che non avevano mai incontrato l’uomo bianco. Molte delle tribù che vivevano e vivono ancora nella jungla sono cannibali e di conseguenza molto pericolose nel momento in cui si sentono minacciate da una presenza estranea.

Purtroppo Percy Fawcett non tornò e con lui nemmeno il figlio. La sua scomparsa è ancora velata dal mistero perchè nessuno dei corpi fu mai ritrovato. Nonostante le parole di Fawcett negli anni successivi altri esploratori decisero di inoltrarsi nella foresta amazzonica per ritrovare l’archeologo. Nel 1928 George Mille Dyott appartenente alla Royal Geographical Society fu uno dei primi ad avventurarsi nella temeraria foresta. L’uomo però tornò dal suo viaggio con la totale convinzione che gli esploratori fossero morti. Effettivamente è dura credere come tre uomini potessero sopravvivere in balia di insetti, animali pericolosi e uomini affamati di carne umana. Il fatto che i cadaveri non fossero mai stati ritrovati non vuol dire che non siano effettivamente morti. Ma ovviamente la certezza non c’è e di conseguenza le teorie sulla sua presunta morte dilagano a non finire.



Altre spedizioni e la città Z

Dopo la spedizione di Dyott altri uomini decisero di cercare l’archeologo nel cuore della jungla. Purtroppo però più di 100 esploratori persero la vita senza fare ritorno ne lasciare traccia. La verità su quella che fu la fine di Percy Fawcett è ancora avvolta nel mistero anche se anni dopo, nel 2005, il giornalista David Grann durante un’altra esplorazione nell’Amazzonia incontrò un anziano facente parte della tribù indigena dei Kalapalo il quale gli raccontò la storia di un esploratore che nonostante gli avvertimenti da parte degli stessi Kalapalo decise di inoltrarsi comunque in una zona appartenente ad una tribù nemica.

I Kalapalo conclusero che probabilmente l’esploratore, insieme ai suoi due compagni, fosse stato tratto in inganno e ucciso da questa tribù poco diplomatica.
Ma la famosa città perduta di Z? Purtroppo il suo più grande sostenitore non riuscì ad indentificarla ne tramandarne le informazioni. Nonostante ciò negli anni successivi furono effettuati degli scavi che fecero emergere resti di alcune città organizzate ed edificate in modo tale da ospitare migliaia di abitanti. Queste furono ritrovate proprio nella zona del Mato Grosso nella quale Fawcett era convinto di trovare la città Z.

Il 22 giugno del 2017 uscì un film diretto da James Gray “Civiltà Perduta” basato su fatti realmente accaduti riguardanti la storia di Percy Fawcett.

Rebecca Romano

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