Dalla Germania al Belgio: nostalgia degli anni 30

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Nostalgia canaglia, dicono. Ci sarà un perché.

Quello che le elezione tedesche ci hanno schiaffeggiato in faccia è qualcosa che sospettavamo da un pezzo: la destra è sul cavallo della vittoria in tutte le parti del mondo.

Il che è inquietante, per tutti noi, e chi ancora si ostina a sostenere l’ideologia portata avanti, non ha molto chiaro a cosa stiamo andando incontro.

Come tutte Le Destre Del Mondo, anche l’Afd, terzo partito tedesco, ha personaggi più discutibili che altro, con una spiccata predisposizione alla contraddizione e incoerenza.

Mentre i neo nazisti xenofobi e omofobi esultavano ieri sera a suon di “fuori gli immigrati dalla Germania” e “L’Islam non è tedesco”, la leader che dal palco assicurava loro di cambiare la Germania, Alice Weidel, è una lesbica dichiarata sposata con una svizzera originaria dello Sri Lanka.

Trova l’inghippo, suggeriscono dalla regia. Evidentemente tutti hanno diritto a una vita dignitosa, ma alcuni più degli altri. Sarà che la politica di integrazione della Merkel non ha avuto la stessa presa, in questi anni, di quanto ne abbia la pulsante necessità identitaria sulla quale crogiola e fa leva tutto il populismo di destra, ma evidentemente la nostalgia delle destre estremiste è più forte di qualunque cosa, anche della coerenza.

Così succede che una donna è a capo di un partito che è tutto l’opposto di quello che lei è e rappresenta. Deutschland über Alles, dicevano.

L’opinione pubblica scalpita allarmata per questa virata a estrema destra, non tanto per la virata in sé, quanto perché avviene in Germania. Tutti speravano, forse, che almeno lì nulla di tutto questo potesse accadere e invece siamo finiti proprio dentro il film “L’Onda“.

L’umanità in questi anni ha mostrato una spontanea ignoranza degli eventi passati e un rifiuto totale a imparare dalla storia. Eppure tutte le destre estremiste e populiste parlano la stessa lingua.

Infatti, agiscono tutte sulle stesse cose: la pressione sulla povertà del popolo, il fomento all’odio razziale nei confronti degli immigrati e la presunzione di una priorità nazionalistica su qualunque altro diritto umano.

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Anche se ci stiamo ricascando, li conosciamo gli effetti dell’estrema destra sull’umanità. Abbiamo scritto la storia più brutta con questi, tutti ne sappiamo parlare con le giuste misure.




Cioè, quasi tutti.

nostalgiaMentre ancora si commentano le elezioni in Germania, in Belgio una sentenza di secondo grado condanna l’ex deputato belga Laurent Louis, processato nel 2015 per negazionismo e pedofilia, a visitare per cinque anni di seguito i campi di concentramento.

Non è una barzelletta, anche se è preferibile ridere, pur di non piangere. L’avvocato ed ex deputato aveva minimizzato il dramma della Shoah su facebook e per questo è stato portato al processo.

Per cinque anni consegutivi dovrà visitare Auschwitz, Dachau, Majdanek e Treblinka, riportando tutto per iscritto sia alla corte sia sulla sua pagina facebook.

In realtà questa non è la condanna ufficiale, semmai un escamotage ben riuscito della condanna originaria. Infatti questa è solo una sospensione della pena, la quale, originariamente, obbligava Louis a pagare una multa di 18000 euro e andare in galera per sei mesi.

È comprensibile, dunque, l’entusiasmo dell’ex deputato, il quale si ritroverà a visitare i campi della morte con lo spirito del parassita che l’ha fatta franca. Che ne sarà dell’ulteriore condanna? E l’accusa di pedofilia è finita lì?

Evidentemente la nostalgia per quei tremedi anni 30 oscuri e mortali è più forte di qualunque senso umano e logico. Ma che fine ha fatto il discorso alla nazione di Charlie Chaplin?

 

Gea Di Bella

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