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Home Economia e Politica

Elogio di Mara Carfagna da un elettore di sinistra

di admin
30 Lug 2019
in Economia e Politica
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carfagna
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Non bisogna quindi essere grandi statisti per emergere rispetto a uno scenario politico che rasenta spesso il ridicolo. In questi ultimi tempi, però, sembra farsi spazio nel centro destra una nuova personalità. Si guarda con particolare interesse a Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati e, a detta di molti, possibile ripartenza per Forza Italia, prima che affondi definitivamente.

Già deputata per il Popolo della Libertà e per Forza Italia, Mara Carfagna è stata Ministro per le pari opportunità del Governo Berlusconi IV. Dal marzo 2018 è vicepresidente della Camera dei deputati e da giugno di quest’anno  è coordinatrice nazionale di Forza Italia. In questi ultimi anni, si è spesa fortemente per il suo partito e si è guadagnata credibilità e stima nel panorama del centro destra. Fino a qualche anno fa criticata fortemente per la sua carriera precedente e per i pettegolezzi attorno al legame con Berlusconi, l’on. Carfagna ha tirato dritto e oggi in molti si sono ricreduti sulla sua figura. Meno populista di Salvini, meno compromessa di Berlusconi, meno estremista rispetto alla Meloni, più equilibrata rispetto alla Santanché: gli elettori di destra che cercano un’alternativa credibile, forse, possono ritrovarla in Mara Carfagna.

“Colleghi, non siete in gita scolastica”

Solo lo scorso mercoledì è intervenuta in Aula a Montecitorio puntando il dito contro il premier Conte e il governo. In un’interrogazione al premier sulla Libia, l’on. Carfagna ha criticato aspramente la leggerezza con cui il governo gialloverde “sta giocando” da un anno a questa parte. Con particolare fermezza, ha biasimato le dichiarazioni espresse dagli esponenti del governo in merito alla Russia, al Venezuela e ai gilet gialli in Francia.

“Questo governo per la prima volta ha messo in discussione la nostra appartenenza all’Alleanza atlantica e all’Ue. Non si capisce più da che parte sta l’Italia. Tutto ciò ha ricadute concrete nella vita degli italiani, perché significa meno credibilità, meno investimenti, meno posti di lavoro, meno occasioni di sviluppo e di crescita”.

Dall’intervento alla Camera dell’on. Carfagna




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Durissime anche le parole nei confronti del Movimento Cinque Stelle e del sì alla Tav:

“Avete perso l’anima. Per carità di Dio, mi raccomando, la poltrona non perdetela. Su quella siete ben abbarbicati“.

Lo scorso maggio, invece, era diventato virale il video in cui, presiedendo la seduta della Camera redarguiva le “opposte tifoserie” durante un intervento del ministro Salvini. Poco giorni dopo, aveva ripreso i colleghi per la mania sempre più diffusa di scattarsi selfie durante le votazioni della Camera, ricordando ai deputati di “non essere in gita scolastica”.



Ma allora esiste una destra equilibrata?

In una politica che cade ogni giorno più in basso per quanto riguarda il livello del dibattito, anche i più scettici dovranno riconoscere che l’on. Carfagna si distingue in mezzo agli slogan urlati di Giorgia Meloni, all’ormai invisibilità conclamata di Silvio Berlusconi (checché ne dica la Carfagna stessa) e alla becera provocazione di cui ci omaggia ogni giorno Matteo Salvini. Nei commenti alle tragedie che scuotono il mondo, ai casi mediatici e alla politica in genere, porta avanti idee opinabili ma espresse con un linguaggio civile. E’ istituzionale, ma diretta, consapevole del suo ruolo e delle sue mansioni. Nei suoi interventi online, richiama spesso la necessità per la politica di rappresentare in modo dignitoso il popolo italiano, critica aspramente le sparate di Matteo Salvini e la tecnica dell’aizzare il popolo contro un nemico comune.

Al lavoro sui diritti civili

Certo, forse bisogna ammettere che anche un politico mediocre, rispetto alla fauna di provocatori, professionisti della gaffe e inetti attaccati alla poltrona che popolano il Parlamento, possa apparire come uno statista impareggiabile. Ma, d’altra parte, è necessario prendere atto che Mara Carfagna in questi anni ha portato avanti battaglie degne di nota e, nei casi in cui ha clamorosamente sbagliato, ha saputo riconoscere i suoi errori. Come quando, nel 2007, aveva sostenuto che in Italia non esistesse una discriminazione contro gli omosessuali. Dopo due anni, anche grazie alla collaborazione con l’allora collega Anna Paola Concia, si era scusata. Durante la celebrazione della giornata mondiale contro l’omofobia, nel 2010, la cerimonia al Quirinale l’aveva vista ringraziare l’on. Concia per averla “aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato”.  Strategia politica? Forse sì, ma con toni istituzionalmente corretti.




 

Spesso ha portato avanti battaglie bipartisan. Ha promosso l’emendamento al Codice rosso che introduce il reato di matrimonio forzato e istituisce un fondo per le famiglie affidatarie di orfani di femminicidio. Insieme a Laura Boldrini e Maria Elena Boschi, si è spesa perché la norma sul revenge porn fosse approvata a Montecitorio. Nei suoi interventi, sembra rappresentare per il centro destra il contrappeso moderato e europeista agli estremismi, alla propaganda, alla demagogia di una Meloni o di un Salvini.

Sì. Prima faceva la Miss. E allora?

Non nascondiamoci dietro a un dito: Mara Carfagna, per arrivare dove è oggi, con un ruolo politico rispettato sia a destra sia a sinistra, ha dovuto lavorare il doppio rispetto ai colleghi uomini. Prima di tutto, per la zavorra patinata che si portava dietro. Ha iniziato a fare politica sotto l’ala di Berlusconi, in un momento in cui vallette, veline e show girl trovavano spesso misteriosa collocazione politica. Se essere bella non è una colpa, non è sicuramente facile scollarsi di dosso l’etichetta di raccomandata e di protetta, anche quando, come nel suo caso, si conquista una laurea con il massimo dei voti e anche quando ci si rivela poi delle politiche che qualcosa di come funziona il parlamento sembrano averlo capito. E invece no: il pregiudizio maschilista del “Chissà cosa avrà fatto per arrivare lì” è sempre dietro l’angolo. E se, come per tutte le politiche donne, non passa giorno in cui, in una comparsa televisiva, vengano prima passate in rassegna le sue gambe rispetto ai suoi contenuti, l’on. Carfagna nei suoi interventi appare preparata, seria e, dote oggi più che mai lontana dalla politica, equilibrata. 

Tenuta d’occhio anche dal centro sinistra

In molti se ne sono accorti. A maggio c’era addirittura chi parlava di un interesse da parte di Matteo Renzi nel costituire una sorta di alleanza moderata di centro. Mara Carfagna sembra invece proiettata sul tenere insieme i pezzi del suo partito, Forza Italia. Crede ancora fortemente (e discutibilmente) nel potenziale del partito di Berlusconi e anche in Berlusconi stesso. Insieme a Toti, è impegnata nella revisione dello statuto e delle regole per arrivare a un congresso. Ha spesso invitato i colleghi di partito a portare avanti il rinnovamento senza guerre fratricide. Appare schietta con gli alleati, pungente con gli avversari, senza cadere nella volgarità, nella tifoseria o nella provocazione. Porta avanti idee discutibili, sicuramente. E per fortuna: idee di cui si può discutere, in un panorama dominato da slogan populisti e provocazioni scorrette con cui si mette sempre a tacere l’avversario, Mara Carfagna sembra un’interlocutrice credibile per un ritorno alla politica dei moderati. Anche se, con gli estremismi imperanti, il cammino appare ancora oggi lungo e impervio.

 

Elisa Ghidini

Tags: carfagnacarfagna berlusconicarfagna cameracarfagna cinque stellecarfagna contecarfagna forza italiacarfagna parlamentocarfagna renzicarfagna salviniForza Italiamara carfagna
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