Elon Musk: un viaggio di 29 minuti da Londra a New York, è possibile? Si, ecco come

La navicella gigante ideata da Elon Musk per raggiungere Marte, potrà portare le persone in qualunque luogo sulla terra, in pochissimo tempo.

Elon Musk riuscirà a trasportarci da Londra a New York in meno di 30 minuti? Bella domanda, eco i dettagli del suo ultimo progetto.

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Elon Musk, il fondatore di “SpaceX” ha in mente un progetto che consentirebbe di portare le persone su Marte.

Il razzo o la navicella spaziale ideata consentirebbe anche agli individui di viaggiare in qualsiasi parte della Terra in meno di 60 minuti.

Un astronauta ammette, che però, viaggi a queste velocità non sarebbero per le persone “deboli di cuore”, poiché porterebbero ai passeggeri una grave nausea.



Ecco l’obiettivo di Elon Musk

All’inizio di ottobre, Elon Musk ha condiviso pubblicamente il suo piano per colonizzare Marte, con l’obiettivo principale di portare 1 milione di individui sul pianeta rosso.

Nella sua conversazione di quasi 42 minuti si evince la volontà di far lanciare il suo primo “Big F-ing Rocket” (BFR), ovvero il suo razzo di 35 piani verso Marte entro il 2022.

Però, Elon, ha dichiarato che un razzo dotato di tali prestazioni, sarebbe anche in grado di trasportare le persone di tutto il mondo, da qualsiasi parte sulla Terra, in meno di un’ora.

Infatti, come ha dichiarato durante la sua presentazione al Congresso Internazionale Astronautico, sarebbe uno spreco per Elon, utilizzare un mezzo così potente solo per viaggi extraterrestri, senza adoperarlo sulla Terra.



La struttura e il funzionamento del BFR

Il disegno ingegneristico del BFR è costituito da 2 sezioni principali: un razzo e una nave spaziale. Il razzo sarebbe alto 191 metri e avrebbe il compito di spingere l’astronave in orbita intorno alla Terra. Invece l’astronave, lunga 157 metri porterebbe porterebbe fino a 100 persone su Marte.

Il funzionamento della struttura sarebbe basato sull’utilizzo di metano e ossigeno liquido, ciò permetterebbe una completa autosufficienza della struttura e garantirebbe un sistema riutilizzabile, in grado di ridurre i costi di accesso allo spazio di quasi 1000 volte.

Secondo gli studi di SpaceX, la nave spaziale BFR sarà in grado di volare a 4,4 km al secondo, oltre 12 volte più veloce degli aerei supersonici che esistono attualmente.

In questo modo, sarà possibile viaggiare da Los Angeles a New York in soli 25 minuti, oppure da Bangkok a Dubai in soli 27 minuti o ancora, da Londra a New York in 29 minuti.



Il parere dell’ex astronauta della NASA Leroy Chiao

Per scoprire cosa si prova a guidare un razzo a quelle velocità, è stato intervistato l’ex astronauta della NASA, Leroy Chiao. Leroy, durante la sua carriera da astronauta, ha potuto volare su tre navette spaziali della NASA e ha inoltre vissuto nello spazio per quasi 230 giorni.

Secondo, Leroy, l’idea di Elon Musk sarebbe quella di creare un veicolo suborbitale, capace di percorrere un arco molto alto e molto velocemente, per poi attraversare lo spazio e ricadere sulla Terra.

Nella storia della NASA molte società, tra cui la società aerospaziale Virgin Galactic hanno e stanno lavorando per creare veicoli suborbitali. Anche la Blue Origin, società gestita da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha creato una nave spaziale di questo tipo, la New Shepard.

Secondo Leroy Chiao, dopo che il BFR avrebbe esaurito il carburante, l’astronave si separerebbe dal razzo per sparare i propri motori. Volando su un razzo del genere, le sensazioni che è possibile provare sono molteplici.

Come ha descritto Leroy, alla partenza dell’astronave si sentirà un vuoto nel proprio petto che però non causerà disagio, ma nel momento dello spegnimento dei motori del razzo si inizierà a notare l’assenza di gravità, ovvero ci si sentirà molto più leggeri, non ci si sentirà più in equilibrio. Inoltre ha aggiunto che un’esperienza del genere potrà scatenare un’intensa nausea.

Ritornati nell’atmosfera ci si sentirà 5 volte più pesanti ma lentamente si potrà ritornare ad uno stato di equilibrio. bel lavoro per Elon Musk.

Jacopo Pellini

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