Elowan: la prima pianta cyborg

Riesce a spostarsi verso la luce grazie ai componenti elettronici

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Il MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha progettato la prima pianta cyborg capace di spostarsi dove l’illuminazione è migliore.

Nel dicembre 2017 il MIT aveva già portato avanti esperimenti di nanobionica vegetale. In particolare il prof. Michael Strano aveva creato delle piante luminose. Adesso le ricerche fanno un passo avanti grazie a Elowan.

Elowan, la pianta cyborg
ANSA

Che cos’è Elowan?

Si tratta di un Anthurium, nota soprattutto come pianta tropicale decorativa d’appartamento. Il MIT ha creato per lei una speciale postazione robotica disposta di ruote.

La pianta capta in modo naturale le condizioni dell’ambiente. Si pensi al girasole, che riesce a ruotare verso il sole. Secondo degli studi il girasole avrebbe dei sensori che rilevano l’umidità e la temperatura dell’ambiente che lo circonda.

Proprio basandosi su questi studi, il MIT ha potenziato le capacità naturali delle piante. Ha infatti installato degli elettrodi nello stelo, nelle radici e nelle foglie dell’Anthurium. Gli elettrodi traducono i segnali della pianta in comandi. Così Elowan “dialoga” con la postazione robotica, che si attiva spostando la pianta laddove c’è la migliore combinazione di luce e umidità per il suo sviluppo.

Il test

Il video sottostante mostra  in maniera efficace i risultati di un semplice test. Sistemata la pianta tra due lampade, ecco come spegnendo e accendendone una, la piattaforma robotica si sposta verso la luce rimasta accesa.




Elowan potrebbe inoltre essere usata come monitor dei livelli di temperatura e umidità negli ambienti pubblici, come gli uffici. In questo modo l'”habitat” verrà ottimizzato non solo per la pianta , ma sarà dunque migliore anche per i lavoratori.

L’esperimento Elowan potrà essere la base di ulteriori studi nell’ambito della nanobionica vegetale. Il termine “pianta cyborg” sembra un ossimoro, qualcosa di assurdo. Eppure sembra che in futuro dovremo abituarci ad usarlo più spesso. Il MIT è riuscito a unire naturatecnologia.

Giulia Dardano

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