Emily Harrington: la prima donna a scalare El Capitan in arrampicata libera

Emily Harrington ce l’ha fatta!

Alle 22:30 del 4 novembre Emily Harrington ha stappato una bottiglia di champagne in cima a El Capitan. Nello stesso giorno l’atleta statunitense è diventata la quarta persona – e la prima donna – a scalare la vetta a mani nude in meno di 24 ore.



Stiamo parlando della sfida di alpinismo estremo più popolare del mondo.

Così popolare che Netflix ha dedicato un documentario a El Capitan, intitolato The Dawn Wall. Quella sullo schermo è la storia di un altro scalatore, Tommy Caldwell. Per superare una delusione d’amore, Tommy ha impegnato la testa con ben sei anni di studio e tentativi per conquistare la vetta che allora era ritenuta impercorribile. Alla fine ce l’ha fatta, arrampicandosi con nove dita, visto che uno gli era stato amputato per un incidente domestico.

Proprio le dita sono uno degli strumenti essenziali per uno scalatore. Esse devono essere estremamente sensibili, capaci di afferrare prese millimetriche lungo il percorso.

Percorso, come si è ripetuto più volte, di difficoltà estrema nel caso dell’impresa di Emily Harrington. Non è stata questa, infatti, la prima volta che la trentaquattrenne ha provato ad affrontare le asperità di El Capitan.

Ci aveva già provato un anno fa, il 24 novembre 2019.

In quell’occasione Emily è volata giù, fortunatamente riportando ferite molto meno gravi di quanto ci si aspettasse. I dettagli dell’accaduto sono poi diventati l’argomento di un episodio del Vlog gestito dalla stessa Harrington e da suo marito Adrian Ballinger.

All’1:34 del mattino del 4 novembre la scalatrice ha imboccato la via del Golden Gate proprio con Ballinger. I due erano in compagnia anche di Alex Honnold, l’amico che era con la Harrington lo scorso anno. Sulla caduta Honnold aveva dichiarato:

È scivolata, l’ho vista volare via. Ha sbattuto la schiena contro la pietra, l’imbragatura ha tenuto. Quando ho realizzato che soffriva, sono stato contento: significa che non aveva perso sensibilità.

Alla fine, dopo aver curato tutte le ferite, Emily ha battuto El Capitan. Ha impiegato 21 ore, 13 minuti e 51 secondi. Ha avuto dei momenti difficili, in un punto è scivolata due volte, battendo la testa. In seguito al colpo, Emily ha visto sangue dappertutto. Ma si è medicata e soprattutto non si è arresa. In questo modo ha vinto la sua battaglia.

Mariarosaria Clemente

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