Emma Marrone insultata da un consigliere comunale leghista

L'autore del commento è un consigliere comunale di Amelia della Lega, Massimiliano Galli.

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“Faresti bene ad aprire le tue cosce facendoti pagare per esempio”. Con queste parole Massimiliano Galli, consigliere comunale leghista di Amelia, in provincia di Terni, ha commentato una notizia apparsa su Facebook sulla cantante Emma Marrone.

La notizia

Il link sotto al quale il consigliere comunale leghista Galli avrebbe lasciato il suo commento riportava la frase pronunciata da Emma Marrone in chiusura di un suo concerto in Puglia tenutosi il 19 febbraio scorso. Dopo aver finito di cantare, la Marrone ha infatti urlato “Aprite i porti!”, suscitando reazioni contrastanti da parte del web. Se infatti il pubblico presente al concerto sembra aver apprezzato la coraggiosa presa di posizione della cantante, i sostenitori sui social delle politiche leghiste sono insortiGli insulti e le offese nei confronti della cantante sulle sue pagine social non sono purtroppo mancati, ma nessuno si aspettava che all’ormai consueto e deprecabile coro si unisse anche la voce di un consigliere comunale, un rappresentante delle istituzioni.




Il precedente

Galli non è però nuovo a questo genere di insulti sui social. Già nel 2017, quando era assessore, un suo commento su facebook riguardante la guerra in Siria fece esplodere una grossa polemica. “In Siria c’è in atto da più di 12 anni una guerra civile tra musulmerde, la differenza la fa il fatto di essere uno sciita o un sunnita. Secondo il mio pensiero si dovrebbero ammazzare tutti fino all’ultimo individuo siriano” aveva scritto. Il commento sollevò per l’appunto un polverone, e costrinse Galli alle dimissioni.

A distanza di due anni, Galli non sembra aver compreso il suo errore, ma stavolta i suoi stessi compagni gli sono andati contro. Il consigliere è stato quindi espulso dal partito, e il segretario regionale umbro, l’onorevole Virginio Caparvi, ha definito inaccettabile il suo commento.

Speriamo di non leggere mai più simili insulti da parte di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni.

Francesco Cambilargiu

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