Epatite C: dimezzata la stima degli infetti ma le buone notizie sono altre

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO in inglese) ha appena pubblicato il Global hepatitis report, cioè il rapporto sullo stato a livello mondiale delle infezioni da epatite. L’epatite C e la B sono infezioni croniche che a lungo andare portano cirrosi e cancro del fegato e sono seconde a livello mondiale come causa di mortalità solo alla TBC tra le malattie infettive, con numeri ben superiori a quelli dell’HIV/AIDS.
Il rapporto di quest’anno si è concentrato proprio su epatite C e B e per quel che riguarda la C ha addirittura dimezzato le precedenti stime di persone infettate da 130-150 milioni a 70 milioni.
Perché ho scritto che le buone notizie sono altre
Certo sapere che gli infetti siano la metà fa piacere, ma il fatto è che la cifra si è dimezzata perchè prima era sovrastimata, era sovrastimata perchè prima si dichiarava una persona infetta se aveva gli anticorpi dell’epatite C, ora invece si ricerca proprio la presenza del virus tramite la ricerca dell’RNA virale, questo ha portato a dimezzare il conto degli infetti per due motivi: il primo è che per fortuna esistono persone che eliminano il virus da sole ma naturalmente rimangono gli anticorpi; il secondo è che il test di ricerca degli anticorpi non era molto preciso.
Allora quali sono le buone notizie sull’epatite C
La buona notizia è il motivo per cui si è cambiato il sistema di individuazione degli infetti, non è semplicemente perchè questo è più preciso (ma anche più complesso e costoso e infatti purtroppo in molti paesi poveri è disponibile con difficoltà) ma perchè in precedenza somministravamo (in mancanza di altro) ai malati medicine poco specifiche e con gravi effetti collaterali, ora abbiamo a disposizione medicine molto più specifiche, meno tossiche e che devono essere assunte per un tempo più breve, che eradicano il virus (almeno nella maggior parte dei casi, mentre con le vecchie cure la percentuale di successo era attorno al 40%) ma per dichiarare una persona guarita si deve certificare con test sanguigni l’assenza del virus a 12 settimane dalla sospensione del trattamento.
Diamo anche una buona notizia a proposito delle “perfide” case farmaceutiche, ho appena scritto che nei paesi poveri spesso non si ha a disposizione il test, va anche ricordato però che in molti paesi poveri le persone stanno ricevendo i trattamenti con i farmaci moderni (sostanzialmente arrivati a partire dal 2012) perchè le case farmaceutiche hanno permesso di creare i generici. Attualmente trattandosi di farmaci che hanno richiesto tanta ricerca per essere sviluppati un trattamento completo costa decine di migliaia di euro e come saprete i diritti sui farmaci durano 20 anni dall’approvazione del brevetto (però hanno molti meno anni per rientrare dei costi perchè tra brevetto e uscita in commercio passano anni), ma le case farmaceutiche hanno concesso una deroga per sviluppare generici destinati solo ai paesi poveri.
Per quel che riguarda gli altri dati dal rapporto mi limito a ricordare che gli infetti da epatite B sono la bellezza di 257 milioni e di ricordarvelo la prossima volta che avrete sesso non protetto, specialmente con individui a rischio di avere molti partner sessuali, anche se la principale modalità di trasmissione dell’epatite B è da madre a bambino durante la gestazione  (ma questo vale sopratutto nei paesi in cui è molto diffusa, nei nostri paesi occidentali la trasmissioni per via sessuale è più importante in percentuale rispetto al dato globale). L’epatite B è molto più “cattiva” e difficile da curare dalla C ma per fortuna è più facile da prevenire, ora abbiamo anche un vaccino efficace, importantissima la vaccinazione dei bambini e nel caso di gravidanza di donne infette la somministrazione del vaccino alla madre che può impedire che la malattia sia trasmessa al feto.

Roberto Todini

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