Gli studenti europei dal 2021 diranno addio all’Erasmus nel Regno Unito

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L’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus + è uno dei provvedimenti della Brexit

Dal 2021 migliaia di studenti europei – e non solo – che ogni anno sono attirati dalle prestigiose università britanniche, potranno dire addio all’Erasmus nel Regno Unito: Boris Johnson ha annunciato l’uscita dal programma Erasmus +. L’accordo per gli scambi culturali, infatti, è stato giudicato inutilmente oneroso per le tasche britanniche, perché sfruttato soprattutto dagli studenti degli altri paesi europei, piuttosto che dagli studenti britannici. Così il governo inglese si appresta ad adottare il Turing Scheme, un altro programma di scambi, più orientato verso gli atenei asiatici e americani, dedicato al matematico inglese Alan Turing.

Chi si trova già in UK per un Erasmus, potrà portarlo a termine: dopodiché servirà un visto per trascorrere un periodo nel Regno Unito superiore a tre mesi, mentre servirà il passaporto per recarvisi normalmente. Per i lavoratori, invece, è stato approvato un grande margine di preferenza per coloro che hanno già garantito un contratto da almeno 25.600 sterline l’anno, e che abbiano già una buona padronanza della lingua inglese: che il mito del dishwasher che sta imparando la lingua abbia trovato una fine?




Oxford e Cambridge hanno formato molti dei pilastri della nostra cultura, ma ora chi vorrà studiarci dovrà pagare retta piena

Al referendum del 2016 è seguito un lungo periodo di stallo nell’attuazione dei provvedimenti di uscita, ma tutti sapevano che prima o poi sarebbero stati presi.  Eppure, finora il voto sulla Brexit e un possibile arresto del programma Erasmus nel Regno Unito non avevano scoraggiato gli europei, e soprattutto gli italiani, a recarsi oltremanica per motivi di studio.

Non c’è neanche bisogno di ricordarlo: studiare in Inghilterra ti permette di essere in contatto con persone provenienti da tutto il mondo, di usufruire di un’istruzione di alta qualità mirata all’inserimento nel mondo del lavoro – e non a conseguire il pezzo di carta – qualità dimostrata dalla presenza di ben 5 università britanniche tra le 10 migliori al mondo. Prima della Brexit, gli studenti europei potevano accedere a un efficiente sistema di prestiti e di borse di studio, che consentiva loro di sostenere le ingenti tasse, mentre presto dovranno essere pagate per intero.

Ciò vuol dire 30 000 sterline l’anno per Oxford e Cambridge, che possiamo definire culla della cultura britannica, ma allo stesso modo europea: Oxford ha formato gli scrittori J.R.R. Tolkien, William Golding ma anche Oscar Wilde, nonché l’ex premier britannica Theresa May e l’attuale Boris Johnson. I prati di Cambridge hanno visto scienziati come Newton, Charles Darwin e Stephen Hawking e umanisti come il filosofo Francis Bacon e il Principe Carlo di Galles, laureato in archeologia, antropologia e storia e ora grande mecenate di organizzazioni di beneficienza.

Se il futuro dei giovani italiani era incerto in Italia, ora lo è anche in Inghilterra

Ormai da anni l’emigrazione per motivi di lavoro non avviene più principalmente dal Sud al Nord Italia, ma dal Sud al Nord Europa. Infatti, la patria della longeva regina Elisabetta era la meta di centinaia di giovani italiani che sognavano di costruirsi un futuro migliore lontano da casa. Continuerà a esserlo, ora che integrarsi diventerà più complicato?

Francesca Santoro

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