Esclusa dalla palestra perché porta il velo: accade ad una ragazza 28enne

"Non iscrivo suore o Batman"

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Esclusa dalla palestra solo perché indossa il velo. La giovane, vittima dell’accaduto, ha denunciato il fatto al Comune di Mirandola

Niente palestra per una giovane 28enne italiana, di origine marocchina, esclusa dalla palestra  in cui voleva iscriversi solo perché indossa il velo.

Vittima dell’accaduto  Khadija Tajeddine, cittadina mirandolese e italiana, presidente del locale comitato per la pace. Nata in Marocco,  Khadija Tajeddine è in Italia dal novembre del 1999 ed è cittadina italiana dal 2016. Laureata in lingue e letterature straniere (triennale) e in relazioni internazionali (magistrali) all’Università di Bologna, svolge la professione di interprete. Durante gli studi ha sempre lavorato in diverse aziende e società del territorio e ha svolto attività come educatrice.

La giovane ha denunciato l’accaduto al Comune di Mirandola, centro della Bassa modenese, dopo che si è vista esclusa la possibilità di iscriversi ad una palestra  privata a causa del velo che indossa.

“Mia palestra, mie regole”

Il proprietario – ha raccontato la giovane 28enne interprete – ha rifiutato la mia iscrizione poiché mi vesto in modo poco occidentale. Ho chiesto chiarimenti e ha risposto che nella sua palestra non iscrive Batman o suore, alludendo al velo che copre il mio capo“.





La storia della ragazza continua, e racconta che alla sue proteste il proprietario della palestra ha concluso con un deciso “mia palestra, mie regole“. Ma la giovane non  si è arresa “Conosco la legge  – dice –  la Costituzione e i suoi principi e i suoi precetti, e ciò che mi è successo non ha scusanti“. Così Khadija Tajeddine non ha esitato un attimo e si è subito rivolta al Comune di Mirandola, inviando una lettera al sindaco. Il Comune , di centro sinistra, ha espresso piena solidarietà alla ragazza ed ha condannato l’episodio.

La decisione del titolare della palestra – spiega l’Amministrazione comunale in una nota – è inaccettabile, perché lede i diritti fondamentali sui quali si basa la nostra convivenza civile. Purtroppo siamo di fronte all’ennesimo frutto avvelenato di chi, ogni giorno, semina odio e paure”. 

Inoltre l’Amministrazione comunale ha già incontrato la giovane,alla quale, si legge ancora nella nota, ha “assicurato supporto  per ogni azione che intendesse intraprendere per far valere i suoi diritti. Da parte sua Khadija, da tempo impegnata attivamente, a Mirandola, per promuovere una cultura di pace, rispetto e convivenza, non ha intenzione di far passare sotto silenzio l’episodio”.

Francesca Peracchio

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