Esplosione in una stazione di polizia a Malmo, arrestati due ventenni

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Un bruttissimo episodio di violenza ha scosso la tranquilla Svezia. Infatti nella giornata di ieri è stata registrata l’esplosione di un ordigno (contenente trotile, una sostanza simile al tritolo) nei pressi della stazione di polizia di Rosengard, piccolo quartiere di Malmo.

Inizialmente si è pensato ad un attacco terroristico, poi visti anche i risvolti dell’accaduto (è stato danneggiato l’ingresso della suddetta stazione di polizia, ma fortunatamente non ci sono stati feriti), lo scenario è cambiato. Le stesse forze dell’ordine hanno dichiarato che per loro si tratta di un gesto di criminalità comune, con l’intento di destabilizzare l’operato della pubblica sicurezza.

Un’ulteriore svolta è arrivata in mattinata, con l’arresto (non ancora convalidato) di due ventenni, di cui tuttora non si conosce l’identità, sospettati di aver elaborato l’increscioso piano distruttivo.

Ad avvallare questa ipotesi c’è anche un precedente piuttosto recente (29 dicembre 2017), sempre a Malmo. L’esplosione in quel caso riguardò un auto della polizia parcheggiata fuori la stazione di Sallerupsvägen e a finire dietro le sbarre fu un giovane di 22 anni.

Dunque un vero e proprio problema, in un paese dove solitamente vige da sempre una grande pacatezza. E a tal proposito, ecco le dichiarazioni della responsabile della polizia regionale, Carina Persson: “Il fatto che un’altra stazione di polizia nella regione meridionale sia stata vittima di attacchi è assolutamente inaccettabile e per questo dobbiamo impegnarci ancor di più nella lotta contro la criminalità”.

Nonostante il rischio terroristico sia stato scongiurato (a differenza di quanto accaduto ad aprile a Stoccolma, quando un camion impazzito sopraggiunse in pieno centro provocando diversi morti e feriti), la Svezia e soprattutto la città di Malmo, non versano in condizioni di assoluta sicurezza in questo momento.

Nelle prossime ore se ne saprà sicuramente di più, ma nel frattempo la polizia dell’intera regione è già a lavoro per prendere le contromisure a questi brutali attacchi.

Antonio Pilato

 




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