Espulso dalla Lega per razzismo. Non sarà troppo tardi?

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Espulso dalla Lega per razzismo.
Questa sì che è una notizia. Il proverbiale padrone che morde il cane. Un po’ tardi, eh. Mentre dilagano le aggressioni razziste. Mentre sono tornate le minacce contro gli ebrei. Quando ormai si dicono a voce alta cose che solo in Alabama, o da quelle parti, e solo più di mezzo secolo fa. Nei deliri di un’Italia rancorosa che fino a ieri si riconosceva in un partito. In uno più che in ogni altro. Guidato da un politicante abile nello sfruttare pregiudizi vecchi e nuovi. Tra una sparata sui neri e una cena con le teste rasate. Politicante che, però, ha imparato la lezione. Dopo due botte sui denti.

La prima gliel’ha tirata Liliana Segre, per il semplice fatto di esistere. Ha provato ad attaccarla. Pronta reazione schifata dell’opinione pubblica e immediata marcia indietro. Poi c’è stato il Pilastro. Pochi istanti al citofono per perdere l’Emilia Romagna. Di che dire ferma tutto. Si cambia. Come non ha capito un consigliere comunale di Arzignano.

Il fatto? La copertina di Vogue. Una bellissima ragazza di Chiampo con la scritta “Italian Beauty”. Solo che la bellezza in questione è nera, di origine senegalese. Troppo per quel consigliere che ha tuonato:

“Per me una chiampese è una ragazza solare, bianca”.

Ed è stato cacciato della Lega. Povero. Solo perché è rimasto indietro un giro. Ai tempi belli in cui Attilio Fontana poteva sproloquiare di “difesa della nostra razza bianca” ed essere eletto governatore della Lombardia. Tempi che sono finiti. Perché l’Uomo del Citofono ha capito che deve rincorrere il “centro”. Un elettorato poco sveglio, oltre che “moderato”, se crede a questa sua conversione.

Il classico ritirare il braccio dopo aver lanciato il sasso. Dopo averne scagliati centinaia. Una mascherata che non durerebbe un istante se si avesse il coraggio di tornare a parlare di Ius Culturae. Non c’è nessuna ragione, né logica né pratica, per negare il passaporto italiano a chi è nato in Italia e ha finito perlomeno le elementari. Fanno dieci anni di residenza: abbastanza per diventare cittadini di qualunque paese del mondo. Come dovrebbe concludere chiunque non abbia una visione tribale della cittadinanza. E un elmo cornuto nascosto in casa.

 

Daniel Di Schuler

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