Essere donna e andare allo stadio in Iran

0

Carlo Nesti Ultima Voce

Di Carlo Nesti


Il 10 ottobre scorso ha costituito una data storica per lo sport in Iran, in quanto, per la prima volta dopo 40 anni, 3500 donne hanno potuto essere presenti ad una partita di calcio internazionale: Iran contro Cambogia.

Era un tabù esistente dalla fondazione della Repubblica Islamica, fino a quando il governo di Hassan Rohani ha rimosso il divieto di accesso negli stadi, limitatamente ai match della Nazionale.

La svolta, che non riguarda però ancora le partite fra club, è arrivata dopo le polemiche provocate dalla morte della tifosa Sahar Khodayari.

La donna, infatti, era stata fermata il 12 marzo allo stadio Azadi di Teheran, travestita da uomo, per seguire la partita della sua squadra del cuore, l’Estghlal, allenata dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni. E si era anche scattata un selfie, per il quale è stata soprannominata “the blue girl”.

Trasportata nel carcere femminile di Gharchak Varamin, considerato tra i peggiori per le condizioni di vita imposte ai detenuti, Sahar, nel timore di venire condannata, aveva preferito suicidarsi.

Da tempo, la Fifa sta premendo, per concedere alle donne quello che a noi occidentali sembra un diritto incontestabile. Il presidente Rohani è considerato di posizioni moderate, ma si scontra con il clero sciita più conservatore.

Iran-Cambogia, partita valida per la Coppa d’Asia, è finita addirittura 14-0 per la Nazionale di casa. Pur senza mai dimenticare quale atroce episodio ha portato a questa “apertura”, le 3500 donne iraniane hanno avuto tanti motivi per esultare. I cambogiani, tra l’altro, sono allenati dall’ex milanista Keisuke Honda.

Una curiosità: l’unico tifoso avversario presente, nonostante la solitudine e il risultato, non ha mai smesso di tifare e cantare, con un grosso tamburo, come più volte documentato dalle telecamere.

Se anche questo bizzarro personaggio, desideroso unicamente di cogliere una occasione di festa, al di là di ogni steccato fra lingue, ideologie, razze e religioni, avesse contribuito a trasmettere negli iraniani un minimo di cultura sportiva, sarebbe, comunque, un successo.

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi