L’estate fa bene al cervello: c’è la conferma scientifica

Se dicessi che è uscito uno studio che afferma che l’estate e in particolare la maggiore quantità di ore di luce che porta con se fa bene all’umore probabilmente mi rispondereste: bella forza! ci voleva uno studio?
Se invece vi dico che la notizia che arriva dall’Università di Turku (in Finlandia) è che lo studio dimostra scientificamente gli effetti sulla chimica del cervello e ne spiega il meccanismo?
Dunque da amante della bella stagione posso sbilanciarmi a dire che l’estate fa bene al cervello e che l’articolo pubblicato su The Journal of Neuroscience lo dimostra scientificamente.
Il nutrito team di ricercatori che ha collaborato allo studio, guidato dal ricercator post-dottorato Lihua Sun, ha svolto lo studio su 204 volontari umani ma ha anche effettuato uno studio di controllo sui ratti perché con le cavie è possibile tenerle in un ambiente altamente controllato ed escludere qualsiasi altra causa che non sia quella indagata ad influire sui risultati.
Quello che i ricercatori hanno fatto è stato inoculare nei volontari una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo che si va a legare con i recettori degli oppioidi nel cervello.



Come certo saprete i neurotrasmettitori che sono alla base del funzionamento del nostro cervello sono del tutto simili alle sostanze oppiacee (ecco perché le droghe hanno quel funzionamento sul cervello e non vengono in alcun modo rifiutate come qualcosa di estraneo), lo scopo era tramite la PET indagare le variazioni stagionali.
Il risultato trovato è che in particolare le zone del cervello che controllano emozioni e socialità risultano molto influenzate dal ciclo stagionale della luce, più ore di luce significa più oppiacei nel cervello. Non sorprenderà che una ricerca del genere sia di particolare interesse in un paese come la Finlandia che per via della collocazione geografica sperimenta un’enorme differenza tra le ore di luce in piena estate e quelle in inverno.
Queste variazioni nella quantità di luce potrebbero quindi spiegare i disturbi affettivi stagionali anche detti depressione invernale.
In realtà anche se è più comune che chi soffre di depressione stagionale ne soffra di inverno non mancano i casi riferiti in cui è esattamente il contrario, probabilmente incideranno altri fattori, ma il meccanismo legato al rilascio di oppiacei conferma che l’estate fa bene al cervello o perlomeno ad umore e socialità.

Roberto Todini

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