Eutanasia a Reggio Calabria, niente piazza senza consenso del parroco

Marco Cappato ha reso pubblica un’email in cui viene richiesta l’autorizzazione  per un tavolino per le firme per il referendum sull’eutanasia a Reggio Calabria. La ragione del diniego è che la piazza di Reggio Calabria viene concessa solo previo parere del parroco e “non può essere concessa ad associazioni che trattano temi antitetici ai dogmi religiosi”.

È  passato meno di un mese dalle numerose notizie e perplessità relative al concordato con il Vaticano relativamente a posizioni ostili al DDL Zan ed oggi, di nuovo, è tornata palese la complessa rete di influenza tra stato laico e religione cattolica. Il tema del giorno è un’altra colonna portante delle libertà civili rivendicate dai radicali e da molte associazioni italiane: l’eutanasia legale. Ed è proprio da un banchetto per le firme per l’Eutanasia a Reggio Calabria che prende forma l’accadimento.

La foto pubblicata dall’esponente radicale riporta infatti una risposta tramite pec degli uffici comunali di Reggio Calabria.

 

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Marco Cappato ha annunciato, quindi, che il 28 luglio andrà in quella piazza a tenere un comizio, con o senza autorizzazione.



Questo, però, non sembra essere il primo problema nel parlare di Eutanasia a Reggio Calabria.  All’inizio di luglio l’associazione locale aveva lamentato di aver ricevuto un solo tavolo per i Referendum Day e solo 3 per tutto il mese di luglio.

Eutanasia a Reggio Calabria: La risposta del comune

Irene Calabrò, assessora alle attività produttive, parla di un disguido generato dagli uffici comunali: “In merito alle dichiarazioni pubbliche dell’onorevole Marco Cappato si intende precisare che la lettera firmata da due dipendenti dello Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Reggio Calabria, in risposta alla richiesta del locale Comitato per il referendum e dell’Associazione Luca Coscioni, risulta assolutamente impropria e non rappresenta in alcun modo la posizione ufficiale dell’Amministrazione comunale”.

L’assessora afferma infine di aver “già sentito telefonicamente l’Onorevole Marco Cappato, chiarendo il disguido creato dalla risposta degli uffici comunali”. Calabrò afferma, inoltre, di aver concordato “con lui una visita a Palazzo San Giorgio, sede del Municipio reggino, che si terrà il prossimo 28 luglio”.



È  legale quanto effettuato dal comune?

In mancanza di informazioni precise è possibile soltanto fare valutazioni di portata generale.

La pec ricevuta dall’associazione, dice l’assessora Calabrò, “voleva solo comunicare che lo spazio scelto era di pertinenza della chiesa e che, in quanto tale, non poteva essere concesso dal Comune”.

In proposito è interessante quanto riportato in una sentenza del TAR Lombardia:

“Solo la porzione di piazza prossima alla chiesa può considerarsi effettivamente pertinenza ai fini della tutela civilistica […]. Per il resto lo spazio può costituire oggetto di valutazione da parte dell’amministrazione nell’interesse della collettività”

Per questi stessi motivi è ragionevole e ipotizzabile l’uso promiscuo di una piazza, non solo tra confessioni religiose diverse, ma per attività sociali di differente contenuto e origine.

I residenti, come riconosce l’UE, sono gli effettivi titolari dei diritti sul territorio, inteso come bene comune, nonché dei diritti di libertà religiosa e di opinione.

Eutanasia a Reggio Calabria, il referendum

Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?

 

Con questa modifica del codice penale l’eutanasia attiva sarà permessa nelle forme del consenso informato e del testamento biologico (sempre in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”).

Resterà, invece, punito il fatto commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Aiuto medico alla morte volontaria, suicidio assistito ed eutanasia sono procedure già previste in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada e sempre più Paesi nel mondo.

Francesco Maria Trinchese

 

 

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