Eutanasia in Olanda, verso il sì sotto i 12 anni di età

Eutanasia in Olanda: Hugo De Jonge, ministro della salute olandese, ha annunciato la possibilità di richiedere l’eutanasia a partire dal primo anno di età.

La precedente legge permetteva l’eutanasia in Olanda a partire dai 13 anni, ma era richiesta l’autorizzazione dei genitori fino ai 16 anni e il renderli informati fino ai 18.
È possibile anche, sempre con il consenso parentale, effettuare l’eutanasia su un neonato al di sotto del primo anno di età. Dal primo al dodicesimo anno, invece, si era creata una situazione di vuoto normativo.

Non è il primo paese in Europa a farlo. L’Olanda è stata preceduta da Belgio nel 2014.

Eutanasia in Olanda, le condizioni: si può solo nei casi più gravi


È chiaro che una decisione così pesante come quella del fine vita richiede una serie di condizioni imprescindibili, oltre che l’accordo necessario fra medici e genitori.

Chi può fare richiesta di eutanasia in Olanda?

È necessario che non ci sia alcuna prospettiva di miglioramento, che ci sia una sofferenza intollerabile e una malattia terminale.
Inoltre, diventa obbligatoria l’autorizzazione di due medici e non di uno soltanto, come si era precedentemente ipotizzato.

Senza queste condizioni, non è possibile richiedere l’eutanasia.

Come ha sottolineato lo stesso De Jonge, è un provvedimento pensato per i malati terminali, specialmente per quei bambini che, per via di questo vuoto legislativo, sono morti naturalmente ma senza sollievo dalle evitabili, tremende sofferenze.

L’eutanasia in Olanda: di cosa parliamo

Quando parliamo di questo fenomeno, dobbiamo ricordarci che è presente nel tessuto sociale olandese a partire dal 2002. Ciò non vuol dire che sia un fenomeno indiscriminato: nel 2019, il 91% del casi di eutanasia ha riguardato pazienti terminali, mentre il resto ha riguardato pazienti con gravi problemi psichiatrici. Questo ci ricorda che una normativa corretta può evitare inutili sofferenze a una parte fragile della popolazione. Si stima che i bambini che potrebbero usufruire di questo provvedimento saranno fra i cinque e i dieci all’anno.
Questa premessa serve anche a farci capire come mai questa proposta sia stata avanzata da un cristiano-democratico come De Jonge, che fa parte del partito “Appello Cristiano-Democratico”. Inoltre, lui è ministro della salute in un governo non di estrema sinistra, ma liberale, con a capo Mark Rutte – che abbiamo conosciuto durante le trattative sui fondi europei.

Questo serve a farci capire che per l’Olanda non è una scelta ideologica, ma umana. Non è una proposta che si rifà ad un manifesto. Si propone semplicemente di colmare un vuoto legislativo che ha causato le sofferenze, evitabili, di migliaia di bambini.

Giulia Terralavoro

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