Eva Robin’s e Alessandro Benvenuti: indimenticabili in “Belle al Bar”

Leo (Alessandro Benvenuti) è un uomo ansioso e pieno di insicurezze. La sua ipocondria e il suo rigore vanno di pari passo con lo sgretolarsi del suo matrimonio. Simona, moglie insoddisfatta ma ancora innamorata, ripensa con angoscia alla gravidanza non portata a termine. Lei cerca di sdrammatizzare, nella speranza di salvare il rapporto, mentre lui diventa sempre più rigido e ansioso.

Alessandro Benvenuti - Eva Robin's - Belle al bar
Alessandro Benvenuti – Eva Robin’s – Belle al bar – Fonte foto: amazon.it

Il suo lavoro di restauratore lo porterà nella bella Piacenza, dandogli l’occasione per staccare dalla monotonia e dalla crisi coniugale. Ad attenderlo c’è Guido – il compianto Andrea Brambilla del duo Zuzzurro e Gaspare – un antiquario con la fissa del sesso, estroverso e completamente diverso da lui. Il quotidiano di Leo – anche grazie alle sue fobie – viene sconvolto dalla bellissima Giulia, una donna che una volta era… Giulio, il suo cuginetto.





Leo si trasferisce dalla cugina, transessuale molto nota a Piacenza per la sua attività di accompagnatrice… Giulia però sogna altro, vorrebbe lasciare la professione di prostituta e aprire un locale: Belle al bar. Tra i due cugini il rapporto, pian piano, si trasforma… portando Leo a confrontarsi con i suoi veri desideri. Giulia riuscirà a conquistare l’uomo dei suoi sogni? Perché lei, da sempre, ama il timido e complessato parente, un uomo capace di ridare vita ai colori del suo cuore ferito…





Il film di Benvenuti dà voce alla diversità, ai pregiudizi che spesso colpiscono le donne transessuali e ad Eva Robin’s, splendida e indimenticabile. Il ruolo le è stato cucito addosso ma lei lo ha reso vivo. La sua Giulia sogna il vero amore, come tante altre ragazze transessuali e non.





In questo film di Alessandro Benvenuti c’è tutto: dolcezza, umorismo, commedia, amore… ah no! Manca una cosa: la volgarità. Non ci sono battute da osteria rivolte a gay o transessuali, non ci sono inutili – e per niente divertenti – doppi sensi… Perché non è un prodotto destinato a tutti, ma solo a chi vuole vedere il ritratto di tante esistenze spesso non celebrate.

Luca Foglia Leveque

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