Facebook si guarda dentro: usare i social fa male?

Tra le innovazioni tecnologiche che si sono imposte in maniera preponderante vi sono senza ombra di dubbio i social network e Facebook in primis. Questo social network ha chiaramente stravolto il nostro modo di intendere le relazioni interpersonali, apportando benefici e aspetti meno positivi. Di questi ultimi sono consapevoli anche i lavoratori di Facebook, che avendo delle relazioni da coltivare e famiglie da gestire, si chiedono – legittimamente – se Facebook sia più un bene o un male per i loro cari. Questo è ciò che si sono risposti.

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Strumenti di aiuto in caso di suicidio. Fonte: newsroom.fb.com.

Come usiamo Facebook?

A porsi questo interrogativo sono stati David Ginsberg e Moira Burke, rispettivamente il direttore del dipartimento di ricerca e ricercatrice (e psicologa sociale) di Facebook. Il team di ricerca si impegna proprio per capire le dinamiche di funzionamento del social, pubblicando sulle migliori riviste con revisione paritaria e collaborando con gli scienziati più importanti. La revisione della letteratura ha messo in luce tanto gli aspetti positivi quanto quelli negativi di Facebook.



Il consumo passivo

Sembrerebbe, in effetti, che gli utenti provino disagio nell’usare Facebook, se si limitano a “consumare passivamente” ciò che è contenuto in questo social. Sembra che chi clicca quattro volte più link degli altri e chi mette like il doppio delle volte abbia una salute psicologica peggiore. Per esempio, a parità di tempo di utilizzo, chi si limita a scorrere le notizie nella news feed si sentirà peggio rispetto a chi utilizza il social per contattare i propri amici.

Le interazioni sociali

Come abbiamo intuito, interagire attivamente con i nostri contatti (messaggiare, commentare, postare sul diario degli amici più stretti) migliora il nostro benessere psicologico, aumentando il supporto sociale, riducendo il senso di solitudine e sentimenti depressivi. D’altronde, rimanere in contatto con i nostri cari è stato il motivo è uno dei cardini di Facebook. Inoltre, guardare il proprio profilo aiuta a migliorare il proprio umore, grazie al fatto di ricordare interazioni passate significative (foto in cui si è taggati, commenti dei nostri amici, ecc.). Facebook può anche essere usato come strumento per ripristinare il proprio umore dopo aver ricevuto delle critiche negative.




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Esempio di funzionamento di take a break. Fonte: facebook.com

Come migliorare Facebook?

Come abbiamo visto, a fare la differenza sembra essere il relazionarsi con i propri cari nonché un atteggiamento attivo (e non passivo) verso questa piattaforma. Per questo motivo, Facebook si sta impegnando proprio per promuovere delle caratteristiche che puntano in questa direzione. Le news feed è stata ottimizzata per promuovere proprio le relazioni interpersonali, mostrando prioritariamente i contenuti dei propri amici e quelli che contengono informazioni personali, in modo da disincentivare un uso passivo del social. Poi, è stata aggiunta l’opzione snooze, che permette di “silenziare” un contatto, una pagina o un gruppo per ben 30 giorni senza rimuovere il contatto, smettere di seguire la pagina o uscire dal gruppo.

La prevenzione dei suicidi

Il social di Zuckerberg ha pensato anche a un altro argomento spinoso: i suicidi. Abbiamo già visto che questa piattaforma promuove il supporto sociale. Sappiamo inoltre che questo supporto è un importante fattore di prevenzione dei suicidi. Dunque, sono stati messo a punto una serie di strumenti volti a contrastare il suicidio. Per esempio, l’IA del social scova automaticamente post che contengono pensieri relativi al suicidio. A questo punto verranno forniti strumenti quali numeri di telefono di supporto da utilizzare in casi simili o suggerimenti analoghi.



Cuori infranti

Come se non bastasse, Facebook ci viene in aiuto anche in caso di rottura con il/la nostro/a ex. Quanto è dura vedere/rivedere certi post? Per questo è stato sviluppato un nuovo strumento: take a break. In questo modo il social ci aiuterà a nascondere ciò che riguarda l’ex (a meno che non apriate spontaneamente il suo profilo), nascondendogli/le anche ciò che postiamo. Dà anche la possibilità di decidere chi può vedere i vostri vecchi post. Insomma, sembrerebbe proprio che questo team si stia veramente impegnando. E voi? Come utilizzate i social? Li fate usare ai vostri bambini? Fatecelo sapere con un commento.

 

Davide Camarda

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