I fagioli, le cotiche e il referendum

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Giorni di referendum.

Un giorno qualunque in un posto qualunque tra gli alpeggi del Trentino, le langhe del Piemonte, la maremma toscana, le borgate romane o l’entroterra siculo-calabrese.Una cucina comune a disoccupati e famiglie a basso reddito.Una semplice credenza, come ne trovi in tutta Italia, piena di scatolame comprato a 30 centesimi negli hard-discount. Perché sono le cose che utilizzi tutti i giorni per affrontare il pranzo quotidiano.Una delle visite sporadiche dal macellaio per acquistare … le cotiche di maiale.

Padella sul fuoco, scalogno per chi può, cipolla per gli altri ed accendi la tv.

Capiti su LA7: solite pance piene di pane governativo sul solito argomento recitano il copione. Argomento:Il Referendum.

Catastrofi annunciate se passa. Ennesimo Diluvio Universale se non passa. Il premier ha già provveduto a costruire un’ Arca dove fare salire tutti. Ma proprio tutti. E non chiede il casellario giudiziale perché chi è già dentro non gradisce esibire il proprio.Pacca di benvenuto dalla Ministra dei rapporti con il parlamento. Sorriso svenevole, sguardo ammaliante. Sospiro di sollievo dell’aspirante imbarcato. Convenevoli.

La cipolla soffrigge, si aggiungono le cotiche, una punta di peperoncino e si aspetta.

La conduttrice con sorriso conciliante chiede al riesumato Cirino Pomicino qual è la sua opinione. Lui con decine di parole scelte dal dizionario che ha contribuito a redigere, Italiano-politichese commentato, spiega le ragioni del Sì ma concorda con le obiezioni del NO. L’importante è non parlare dei suoi esempi passati che la magistratura non vide tanto di buon occhio. Ma d’altronde è un ex ministro, pagato dallo stato per girare talk-show e convegni …

Occorre sfumare con mezzo bicchiere di rosso. Lo stappamento della bottiglia è un lontano ricordo, ora si svita un tappo di plastica di un brick di tetra pack.

Interviene la Picerno, che con 80 euro faceva la spesa per un mese, sorriso sprezzante verso chiunque non la pensi come lei, accondiscendente e lusinghiero, foriero di grandi promesse verso il giornalista venticinquenne che ancora si domanda come mai sia capitato lì.

E’ il momento di versare le due scatole di fagioli Borlotti. Ancora dieci minuti.

Parte il servizio sui licenziati di una grossa fabbrica di calze. Rabbia nei commenti, disperazione negli occhi. Al termine interviene Rondolino spiegando che sono immagini tristi ma a cui dobbiamo abituarci perché la crisi è ovunque. Picerno annuisce, il sorriso vela una nota di complicità.

Intanto la pentola bolle, occorre calare la pasta. Il formato non è il più adatto ma in promozione, questa settimana, c’erano gli spaghetti. E gli spaghetti vanno bene con tutto. In questo caso li spezzo.

Parte il servizio sugli anziani che rovistano al termine del mercato settimanale. Gli ospiti non fanno in tempo a vederlo: sono occupati a discutere di qualcosa di importante. ( Chissà mai cosa sarà, di fronte immagini che spezzano il cuore? )

Scolata la pasta occorre aggiungere i fagioli.

Già, ma la salvia andava aggiunta o no?  Non è importante a casa non ne avevo. E poi, l’importante non sono gli ingredienti … E’ la pasta: recita lo spot che passa in quel momento.

E la televisione si sa, dice sempre la verità.

E il referendum? Ne parleranno domani e dopodomani. Vuoi che parlino dei problemi reali? Alla televisione?

Buon appetito.

Carlo Mocera

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