Fallimento Mercatone Uno, non c’è nessun colpevole

Assolti dal tribunale di Bologna i sei dirigenti accusati di bancarotta fraudolenta

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Nessun colpevole per il fallimento di Mercatone Uno. Il tribunale di Bologna ha assolto, perché “il fatto non sussiste”, le sei persone accusate di bancarotta fraudolenta per distrazione, e che secondo l’accusa avevano determinato il crac della catena di negozi. A pronunciare la sentenza, nel processo svolto con rito abbreviato, il gup Domenico Truppa.

 




 

ACCUSE RESPINTE

Non hanno perciò trovato accoglimento le richieste del pm Michele Martorelli di condanne fino a quattro anni e quattro mesi di reclusione per sei dirigenti dell’azienda. A finire sotto processo, a seguito dell’indagine condotta dalla guardia di finanza, le tre figlie di Romano Cenni, fondatore di Mercatone Uno, scomparso nel 2017.  Per due di loro, Micaela e Susanna, era stata richiesta la pena più alta, così come per l’ex amministratore Giovanni Beccari.

Per Elisabetta invece, Martorelli aveva proposto una condanna a due anni e otto mesi. Inferiori le richieste per Gianluca Valentini, figlio di Luigi, un altro tra i fondatori dell’azienda (due anni, due mesi e 20 giorni) e per l’ex consigliere Ilario Ghiselli (due anni). Bisognerà attendere ora 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza odierna.

 

OPERAZIONI FINANZIARIE ILLECITE

Secondo la Procura di Bologna, ed in base alle indagini condotte dagli investigatori della guardia di finanza, gli imputati avrebbero messo in piedi, tra il 2005 e il 2013, una serie di operazioni finanziarie che avrebbero depauperato il patrimonio della società sottraendole almeno 300 milioni di euro, contribuendo così al fallimento di Mercatone Uno. Una tesi che però non è stata accolta dal gup.

Resta dunque al momento senza alcun responsabile la fine di questa azienda, nata nel 1978 e che ha chiuso lo scorso maggio a seguito del fallimento della Shernon Holding, che ne aveva acquisito la proprietà meno di un anno prima. A pagare, per il momento, sono quindi soltanto le migliaia di dipendenti rimasti senza lavoro da un giorno all’altro e i clienti che non riceveranno le merci già acquistate né avranno un rimborso.

 

DINO CARDARELLI

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