Falso dipinto di Tiziano esposto a Troina? Per Vittorio Sgarbi è truffa

Il Comune di Troina (ENNA), si è ritrovato al centro di una bufera che riguarda un dipinto esposto presso la Torre Capitania, sita nella stessa Città. Il quadro in questione è “Il RItratto di Papa Paolo III Col Camauro”, del 1543, dell’artista veneziano Tiziano. L’opera è stata acquistata nel 2016 dal Comune di Troina per 56 mila euro, con una perizia a cura di Maurizio Marini che ne proverebbe l’autenticità. Tuttavia, oggi Vittorio Sgarbi afferma che tale opera altro non è che un falso: il dipinto esposto a Troina non sarebbe quindi di Tiziano?




Scoppia la polemica tra Sgarbi e il Sindaco di Troina

Perchè la vicenda viene a galla dopo quattro anni? Tutto nasce dopo che il Sindaco di Troina, Fabio Venezia, ha invitato il noto critico d’arte a visitare il Museo e la famigerata opera. Tuttavia, poco prima, il primo cittadino aveva apostrofato Vittorio Sgarbi “autenticatore seriale di falsi”. A tal proposito, il critico e parlamentare non solo ha declinato l’invito, ma ha anche portato alla luce una serie di motivazioni che confermerebbero la falsità del “Paolo III”. Inoltre, in seguito alle accuse mosse dal primo cittadino del Comune siciliano, Sgarbi ha minacciato di sporgere denuncia.

La verità sul dipinto di Tiziano secondo Sgarbi

Il falso (?) dipinto di Tiziano è stato acquistato su suggerimento di Paolo Giansiracusa, titolare della 1ª Cattedra di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania e consulente e curatore di manifestazioni artistiche per il Comune di Troina




Persona di cui non si conoscono le competenze – afferma Vittorio Sgarbi – laureto in Scienze Dello Spettacolo […], che non dialoga con personalità dello spettacolo, ma crede di essere superiore a me”.

Con queste parole esordisce l’autorevole critico d’arte, mettendo in dubbio le competenze in ambito artistico del docente. Poi, passando al caso specifico del Paolo III, scaglia il duro attacco:

Giansiracusa ha fornito perizie prive di valore scientifico. Indipendentemente dal giudizio storico-artistico su una materia che è di mia stretta competenza come il Rinascimento Veneto, appare evidente che un dipinto autentico di Tiziano non può essere venduto a 56 mila euro. 

Ma il prezzo del dipinto non è l’unico indizio che ne attesterebbe la non autenticità. Infatti, secondo Sgarbi, l’opera non è documentata (e non se ne conosce la provenienza), se non dal precedente proprietario (pittore dell’800) e dalla perizia di Marini, noto per la generosità delle sue attribuzioni. Un altro dettaglio importante è dato dalla formula attribuito a Tiziano“, utilizzata per presentare il dipinto alla cittadinanza troinese senza incappare in contestazioni. Ma non finisce qui!




Truffa al Comune di Troina?

A stroncare definitivamente Paolo Giansiracusa è il dubbio sollevato da Vittorio Sgarbi sul grado di informazione del docente. Quest’ultimo, nel consigliare l’acquisto al Sindaco siciliano, avrebbe asserito che il famigerato quadro sarebbe stato l’unico Tiziano posseduto da un museo del Sud Italia.

È un bugiardo! Perchè c’è un capolavoro di Tiziano, della sua fase matura, al Museo Pepoli di Trapani. Il vostro non può essere detto Tiziano perché non lo è. Lo ha detto Federico Zeni e lo diranno gli altri esperti che verranno […] Avete fatto un cattivo acquisto! […] Altro non è che una truffa, per chi ve l’ha fatta!

Di certo il Comune dell’ennese non si fermerà al parere, seppur autorevole, del critico (noto per le sue impietose opinioni in campo artistico e non solo), il quale si augura che la magistratura apra un’inchiesta per capire come sia potuto accadere.

Silvia Zingale

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