Mai Più Fascismi: a Roma la manifestazione nazionale

Trasversale la risposta delle istituzioni democratiche

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“Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste . Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio, (…) del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.”

Cominciava così il comunicato Mai Più Fascismi – Mai Più Razzismi lanciato ad inizio 2018 da Anpi, Cgil, Liberi e Uguali, Arci, Pd, Acli, Cisl e sottoscritto da numerose sigle tra cui Unione degli Universitari, Giovani Democratici, Rete degli Studenti Medi, Memoria Antifascista e Rete per la Costituzione. Un documento che, grazie all’adesione trasversale lontana da dinamiche partitiche, è riuscito a registrare migliaia di firme su tutto il territorio nazionale.

Frutto dei recenti fatti di cronaca e del bisogno mosso da cittadini, associazioni e movimenti durante la manifestazione del 10 febbario scorso a Macerata di rilanciare il ruolo della cultura democratica e dell’antifascimo come valore fondativo della Costituzione repubblicana, il comunicato è diventato trampolino di lancio per una manifestazione nazionale antifascista che si terrà a Roma sabato 24 febbraio.

A seguito delle incertezze mosse dalle associazioni sulla loro partecipazione a Macerata dopo il duro consiglio del Ministro Minniti per evitare manifestazioni provocatorie, in un paese dove da sempre l’antifascimo è visto come una debole prospettiva di militanza e non come un valore fondativo della democrazia, era necessario che la risposta di quelle istituzioni, che nello stesso comunicato si definiscono democratiche, fosse unitaria, compatta e decisa. Scenderanno quindi in piazza i principali corpi intermedi di sinistra, ma anche associazioni cattoliche e tutte quei soggetti che da anni si battono per una società egualitaria e inclusiva.

Secondo Don Luigi Ciotti, presidente di Libera contro le mafie, è importante non sottovalutare la presenza di questi linguaggi che umiliano e che cercano di cancellare i drammi del regime fascista e l’importanza che la lotta di Liberazione ha svolto per l’instaurazione del processo di democratizzazione nel nostro paese. Si aggiungono a tali dichiarazioni le parole di Susanna Camusso -segretaria generale Cgil- e Carla Nepolo -presidente ANPI- che denunciano la debolezza delle istituzioni e della cultura nell’odierna lotta al fascismo.

In una realtà sociale, ed elettorale, che preoccupa le organizzazioni democratiche, bollate dalla destra come “anacronistiche”, l’invito che ne deriva è di partecipare alla manifestazione che vedrà il suo concentramento alle 13.30 in Piazza della Repubblica a Roma con pullman provenienti da tutta Italia per rilanciare una risposta decisa di rifiuto a fascismo e razzismo che sia trasversale e che interessi tutta la società, dalle scuole ai luoghi di lavoro, passando per le università e i circoli associativi.

Davide Travaglini

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