Fase 2. Com’è andato il primo giorno di riapertura?

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Nel primo giorno di libertà, come nel primo giorno di scuola, gli italiani sono stati attenti alle regole. Speriamo che tale attenzione rimanga alta nelle settimane a venire

La Fase 2 si è aperta ufficialmente oggi, 4 maggio, secondo quanto dichiarato nel Dpcm del 26 aprile 2020.  Vengono allentate le maglie di misure restrittive che tengono gli italiani chiusi in casa da quasi due mesi per l’emergenza Coronavirus. Da una parte c’è chi manifesta seria preoccupazione per una prematura riapertura e un rischio di nuovi contagi, ma dall’altra c’è chi tira un respiro di sollievo per un riavvio seppur tiepido delle attività produttive. Del resto, l’economia deve ripartire. Con le giuste cautele e tutele per i lavoratori. Riaprono quindi le imprese di costruzioni, le industrie manifatturiere, estrattiva, automobilistica, tessile e del vetro. Via libera alla fabbricazione dei mobili e al commercio all’ingrosso. Per la ristorazione, bisognerà attendere il 1 giugno, per ora è possibile solo l’asporto. Anche i negozi devono aspettare, dal 18 maggio si a commercio al dettaglio, musei, mostre biblioteche; per ora aperture solo per librerie, cartolerie, abbigliamento e scarpe per bambini, fiorai, vivai.
Riaprono invece parchi, ville e giardini ma gli orari e le modalità di apertura sono regolate a livello regionale. Ci saranno controlli per evitare assembramenti e per certificare il mantenimento delle distanze sociali. In caso di situazioni anomale, i sindaci hanno il potere di chiudere. Una bella notizia per gli sportivi che potranno fare sport nei parchi in maniera individuale, mantenendosi comunque ad una distanza di almeno 2 metri dagli altri. Vietati per il momento attività sportiva di gruppo e assembramenti, quindi per ora nessuna partita di calcetto e niente pic-nic. Le aree verdi verranno ovviamente sorvegliate.




Ma come si sono comportati gli italiani nel primo giorno di libertà? Quasi come nel primo giorno di scuola, c’è stata una generale attenzione alle regole e alla sicurezza propria e degli altri. Qualche esempio.

Roma

È risaputo che il tallone d’Achille della città eterna rimangono i trasporti. E per ironia della sorte, anche in questa fase rimane l’anello debole nonché un “osservato speciale”. Rispettata la presenza dimezzata: metro e bus lavorano con una capienza al 50% per consentire il distanziamento a bordo; i passeggeri hanno l’obbligo delle mascherine. Moltissimi runners hanno raggiunto i grandi parchi romani.

Torino

Porta Palazzo. Ha riaperto uno dei mercati all’aperto più grandi d’Europa. Un’affluenza notevole con code per accedere all’area che superavano un’ora di attesa. Ma l’ingresso scaglionato ha permesso il rispetto delle distanze di sicurezza. Sono state utilizzate anche cassette vuote, sistemate a terra per segnalare la posizione e rispettare le distanze. Quasi tutte le persone in coda hanno indossato guanti e mascherina protettiva.

Non tutti i mercati sono stati così fortunati, al mercatino di Antignano ad esempio, quartiere Vomero, Napoli, è partita una protesta dei lavoratori per la mancata apertura.

San Benedetto del Tronto

Cimitero. Anche se l’apertura era fissata alle 8.30, già alle 7 è stato segnalato un primo arrivo e alle 8 erano almeno in quindici ad aspettare. Le persone sono aumentate velocemente tanto da richiedere l’intervento dei vigili urbani che hanno disciplinato l’ingresso, scrivendo sui post-it il numero d’arrivo per ordinare le entrate. Su questo, sicuramente c’è da migliorare l’ordinanza.

Milano

Stazione centrale. Stamattina c’è stata qualche coda, ma ordinata e ben distanziata. Per favorire il passaggio in sicurezza delle persone sono state predisposte corsie preferenziali ai tornelli della Metropolitana per separare chi entra e chi esce.

Napoli

È arrivato regolarmente verso l’una il primo Frecciarossa partito da Milano. Medici della Asl e Protezione civile con tute protettive bianche, guanti, mascherine e visiera hanno misurato la temperatura ai pendolari. Poco più di un centinaio di passeggeri, nessuno aveva una temperatura oltre i 37,5 gradi e quindi non è stato effettuato alcun test sierologico. Secondo la Polfer per la Campania sono tutti scesi o saliti sui treni rispettando la distanza sicurezza. Nella giornata di oggi altri due treni. “Ci aspettiamo altri 350 passeggeri – ha dichiarato la polizia ferroviaria -. Sapevamo che ci sarebbe stata un piccola invasione, avevamo monitorato la vendita dei biglietti e sapevamo che chi era rimasto bloccato fuori dalla Campania sarebbe tornato”.

Chi viene dal Nord, dovrà aver avvisato comune di residenza, Asl e medico di base e si dovrà sottoporre a quarantena obbligatoria. La polizia ferroviaria inoltre deve verificare le motivazioni del rientro come previsto dal decreto governativo.

Trasporti

I trasporti sono il comparto che preoccupa di più, perché in molte città, soprattutto le metropoli, il distanziamento è quasi un miraggio, considerando le persone spesso ammassate su bus e metro. Sono al vaglio infatti ancora le misure definitive, al momento si tampona con l’accesso limitato, corse ridotte,  distanziamento, e vie di salita e discesa diversificate. Indispensabile la prenotazione dei posti “a scacchiera” sui treni. Su Frecciarossa e Intercity i biglietti saranno nominativi, con prenotazione obbligatoria. Per viaggiare bisognerà munirsi di mascherina e sono raccomandati i guanti.

Mascherine

Le mascherine saranno obbligatorie in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, sui mezzi di trasporto e negli esercizi commerciali. Diventeranno un’abitudine per tutti, solo i bambini sotto i 6 anni e i disabili ne sono esenti. Si potrà farne a meno in strada o per fare sport. Avranno un prezzo fisso di 0,50 euro.

Sicurezza sui luoghi di lavoro

Nel giorno della riapertura, merita un cenno la sicurezza sui luoghi di lavoro. Nei posti di lavoro valgono i protocolli aziendali. Ma a livello nazionale, la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro è regolata dal Protocollo sottoscritto il 24 aprile scorso tra Governo e parti sociali. Lo stesso Dpcm del 26 aprile sancisce sanzioni in caso di mancata attuazione dei protocolli. Chi non assicura adeguati livelli di protezione, deve sospendere l’attività.

Sicuramente dopo questi primi giorni di convivenza con il virus, sarà più chiaro capire dove intervenire per migliorare la gestione di luoghi e persone. Sul fronte del comportamento di queste ultime, invece, il bilancio generale è positivo. Ma nel primo giorno di uscita l’attenzione è sempre alta. Speriamo tutti vivamente che così rimanga  nelle settimane a venire.

Marta Fresolone  

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