Coronavirus, la Fase 2 e il nuovo esodo verso il Sud

Oggi 4 Maggio è scattata la tanto attesa Fase 2: tra i tanti, i migliaia di fuorisede “prigionieri” al Nord potranno finalmente fare ritorno al Sud.

Le regioni del meridione erano fino ad ora rimaste relativamente al riparo dall’epidemia di coronavirus. La Basilicata con i suoi 386 contagiati è la seconda regione meno colpita d’Italia, seguono subito dietro la Calabria e la Sardegna (con in mezzo la Valle D’Aosta decisamente meno popolosa) con rispettivamente 1114 e 1319 casi di coronavirus; più staccate sono invece Sicilia, Puglia e Campania (3240, 4144 e 4484 casi) a fronte però di numeri di residenti decisamente più importanti.

L’esodostazione ultima voce

Secondo quanto annunciato da Trenitalia da oggi i servizi ferroviari passeranno da circa il 20% fino ad oltre il 60% rispetto alla situazione pre-emergenza. Le regioni meridionali in questi giorni si troveranno perciò al centro di un nuovo esodo dopo quello dell’8 Marzo. 850 i calabresi che faranno ritorno alla punta dello stivale tra oggi e domani, mentre tutti pieni (anche se per metà) i treni che dalle principali stazioni del Nord partiranno verso Puglia e Campania: 373 passeggeri sul Milano-Napoli di oggi alle 13, altri 420 sul treno Torino-Milano; mentre completamente sold-out sia il Roma-Lecce, l’unica Freccia che farà capolino in Puglia, e sia il volo Easy Jet Milano-Bari. Paradossalmente opposta questa mattina la situazione a Messina dove, in attesa dei ritorni, si sono create lunghe code agli imbarchi per i traghetti verso il lato opposto. Conseguenza questa della riapertura delle fabbriche che sta portando migliaia di lavoratori tornati nell’isola prima del lockdown ad un ritorno verso i propri domicili.

Questi i numeri parziali registrati questa mattina da Repubblica, numeri destinati ad aumentare ancora notevolmente. Ma questo nuovo ritorno verso il Sud pare differenziarsi parecchio rispetto a quello di inizio quarantena. Niente corsa ai treni, niente folla e calca, le immagini della stazione Centrale di Milano di circa due mesi fa sembrano già un ricordo.  Questa mattina in stazione Centrale regnavano il silenzio, la calma e la tranquillità, anche grazie al fatto che i posti prenotabili sui treni sono dimezzati rispetto alla capienza ordinaria per mantenere il distanziamento tra i passeggeri.

Le misure di sicurezza

Dopo le perplessità sollevate dai vari governatori delle regioni del Sud, con annesse minacce di chiusura dei confini, i controlli sono stati rigorosi e puntuali. Le ispezioni iniziano già dal Nord, a partire dalla misurazione della temperatura all’ingresso dei treni, dove senza autocertificazione, guanti e mascherina non si sale. Poi una volta arrivati alle regioni di provenienza i fuorisede saranno obbligati a segnalare alle rispettive ASP la propria presenza; inoltre li attenderanno 14 giorni di quarantena dove non potranno avere contatti sociali e non si potranno chiaramente nè spostare nè tantomeno viaggiare.

Ma è giusto rischiare?

E’ giusto tornare a casa dalle regioni più colpite d’Italia, rischiando così di portare una nuova ondata di virus anche al Sud? Ma dall’altro canto chi dopo due mesi di isolamento non sarebbe ansioso di ritornare alla propria familiarità e ai propri affetti? La fase 2 è scattata oggi, a nord e a sud, ma la risposta probabilmente ce l’avremo fra qualche settimana, ma se il ritorno avverrà secondo i principi previsti dalle regioni e i controlli saranno effettuati con la massima cura il gioco varrà la candela.

Michele Larosa

 

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