Fatturazione elettronica: lotta all’evasione o fardello burocratico?

Con il 2019 arriva la rivoluzione della fatturazione elettronica

Fonte foto TPI
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La fatturazione elettronica che verrà

L’anno nuovo porta con sé una grossa novità per i contribuenti italiani: la fatturazione elettronica.  Si tratta di un provvedimento varato dal precedente esecutivo, ma entrato in vigore da gennaio 2019.

Una vera rivoluzione in ambito fiscale che ha coinvolto tutti i titolari di partita Iva.

Sono esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica i contribuenti forfettari, le farmacie e gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le associazioni sportive dilettantistiche.

L’obiettivo è quello di combattere l’evasione fiscale e recuperare entrate per le casse del Fisco.  Un intento senz’altro lodevole accompagnato però da numerose polemiche.

Lo stop del Garante della Privacy

Numerose le criticità riscontrate dal Garante della Privacy sul fronte del trattamento dei dati personali.

Infatti la trasmissione e memorizzazione di grandi quantità di dati non  rilevanti ai fini fiscali, potrebbero compromettere la tutela della riservatezza, in particolare in merito alle strategie aziendali.

Osservazioni che nonostante la concretezza dei rischi non hanno modificato l’iter della legge.

E gli addetti ai lavori cosa ne pensano?

Sul piede di guerra contro l’entrata in vigore della misura si è espresso anche il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, lanciando l’allarme sulla gestione di una simile mole di dati.

Secondo la categoria si tratta di un errore a cui a cui si poteva porre rimedio inserendo una gradualità di adeguamento in base alla grandezza e al fatturato delle imprese.

Gilberto Gelosa, Presidente del Consiglio dei Commercialisti, ha dichiarato che: “l‘ambiente economico non è ancora pronto, in particolar modo le piccole imprese“.




In linea con queste considerazioni anche alcune proposte parlamentari delle opposizioni che proponevano l‘obbligatorietà immediata solo per le grandi aziende e per le prestazioni di importo superiore a 10.000 euro, mentre per le piccole imprese il posticipo al 2022.

In pratica un sistema a step che avrebbe consentito all’Agenzia delle Entrate di correggere in corso d’opera eventuali errori e snellire procedure e costi.

La linea del Governo però è stata chiara: fatturazione elettronica per tutti dal 1° gennaio 2019.

Nonostante le molteplici rassicurazioni circa la bontà del provvedimento, il rischio è che la misura venga percepita come un ennesimo fardello burocratico per i cittadini, piuttosto che un reale contrasto all’evasione fiscale.

“Ai posteri l’ardua sentenza”…

Federica Nobilio

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