Federico Fellini: il 20 gennaio 1920 nasceva l’indimenticato maestro

Federico Fellini oggi avrebbe compiuto 99 anni. E' stato uno dei più grandi registi che il nostro paese abbia mai prodotto.

Immagine Copertina biografieonline.it
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È stato  Federico Fellini a spingermi verso il mio cinema. Ci sono pochi registi che hanno allargato il nostro modo di vedere e hanno completamente cambiato il modo in cui sperimentiamo questa forma d’arte. Fellini è uno di loro. Non basta chiamarlo regista, era un maestro

Queste sono le parole con le quali Martin Scorsese, uno dei più grandi registi viventi, descriveva Federico Fellini in un’intervista rilasciata nel 2013, a vent’anni dalla morte del maestro.  Senza dubbio una verità oggettiva, perché il regista riminese ha cambiato radicalmente il modo di fare cinema.  Federico Fellini infatti si distaccava totalmente dagli schemi narrativi e dai diktat registici che venivano utilizzati in quegli anni per raccontare, in modo coraggioso, le sue storie. I film di Federico Fellini, da “Amarcord” a “La strada“, vincitore del premio Oscar nel 1954, hanno creato un vocabolario e delle immagini parte ormai integrante della società nella quale viviamo: la donna ad esempio presentata sempre in modo procace e sensuale ma anche misteriosa. L’uomo d’altra parte , nei film del maestro, è sempre quasi una caricatura del maschio italiano un po’ “piacione”, un po’ mascalzone. Descrivendo il concetto con una sola parola, l’uomo fellininano è un “vitellone“, titolo dell’indimenticabile capolavoro con Alberto Sordi che, per primo, è riuscito a portare il nome di Federico Fellini all’estero.

Come non fare riferimento poi alla sublime descrizione che Fellini fa della decadenza della società del periodo del boom economico. Concetto che sarà il fulcro di una delle pellicole che maggiormente furono causa di scandali del maestro: “La dolce vita“, vincitrice della palma d’oro a Cannes nel 1959. Questo lavoro creò non pochi problemi a Federico Fellini, specialmente con le frange più cattoliche della società e, ovviamente, col Vaticano che lo criticava per la troppa disinvoltura con la quale il regista riminese descriveva scene erotiche o che rappresentavano la decadenza dei valori che inesorabilmente stava colpendo la società italiana in quegli anni.

«Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato».

Federico Fellini

Matteo Furina

1 Comment
  1. Giovi says

    Oddio, una pletora di capricorno…
    Determinazione a quintali…Buono a sapersi!

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