Fedez al concerto del primo maggio: la Rai prova a censurare il discorso senza riuscirci

 

Fedez al concerto del primo maggio ha rischiato la censura

Fedez al concerto del primo maggio del 2021 è stato invitato a cantare al concertone, all’Auditorium di Roma. Ancora prima di esibirsi però, si è scontrato con la Lega a suon di tweet, la cui conclusione è una storia su Instagram del cantante.

Le polemiche iniziano durante le prove

Durante le prove del concerto Matteo Salvini pubblica un tweet video riferito a Fedez “Il concertone costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo”. (qui video) Fedez risponde subito con un altro tweet dove afferma che lui non riceverà neppure un compenso, per pagare i suoi musicisti che sono senza lavoro da più di un anno ormai e aggiunge “sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici.”

Fedez: “Come ci insegna il primo maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti”

Nel frattempo, il cantante, pubblica due storie su Instagram dove lamenta, incredulo, la richiesta di Rai3 di leggere il suo discorso. Discorso che Fedez ha insistito per fare e, nonostante il tentativo dei vertici Rai di boicottarlo, è stato fatto. Alle storie di Fedez risponde subito la Lega con un comunicato “Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento”.

Il primo maggio non ha colore politico, i lavorator* sì

Anche Salvini, nel video, rivendica la qualità di festa del primo maggio e il suo non avere carattere politico, perché “lavoratori e lavoratrici non hanno un colore politico”. Nell’ultimo anno però tutti i lavoratori e le lavoratrici si sono dovuti affidare ciecamente alla politica che non sempre è riuscita a tutelare le categorie. Chi lavora smette di avere un credo politico solo quando è disperato e non sa più dove sbattere la testa (e in questo senso l’affermazione di Salvini potrebbe andare), perché i lavoratori, soprattutto in questo periodo hanno bisogno di affidarsi alla politica e soprattutto fidarsi della politica per essere tutelati e uscire vivi dal massacro di questa pandemia. Il primo maggio di quest’anno è stato ancora più triste dell’anno scorso, perché questa volta per molti lavorator* non c’è nemmeno più la speranza.

Fedez al concerto del primo maggio: i lavorator* dello spettacolo abbandonati a loro stessi

Fedez nel suo discorso -video completo qui- parla dei lavoratori dello spettacolo, di come siano stati abbandonati e non sia stata spesa nemmeno una parola per loro. Dopo un prologo in cui ribadisce il tentativo di censura da parte di Rai3, si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri

“Caro Mario, capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero dei lavoratori dello spettacolo si equivalgono”.

I lavoratori dello spettacolo sono stati tra le categorie in cui la pandemia ha fatto più danni economici, in migliaia non possono più lavorare. Da tempo chiedono sussidi e tutele per tutto il loro settore che è davvero molto ampio e Fedez si era già espresso in precedenza, su Instagram e partecipando a manifestazioni.

Il DDL Zan non è stato ancora approvato e Fedez, di nuovo, prende posizione

Nella seconda parte -quella che si sarebbe tentato di censurare– Fedez ha proseguito affrontando il tanto discusso DDL Zan. Il cantante cita diverse affermazioni di politici leghisti, citando nomi e cognomi di tutti. Affermazioni discriminatorie e di una gravità non trascurabile: tutte affermazioni per cui è senza dubbio necessario il DDL Zan. In realtà non è la prima volta che Fedez ne parla, anzi il cantante si è più volte esposto sull’argomento e già c’erano stati scontri social con l’onorevole Salvini.

Nomi e cognomi sono stati fatti

 Fedez al concerto del primo maggio è stato molto duro e deciso durante il discorso, ma anche sinceramente emozionato. Ha citato diversi esponenti leghisti da Ostellari -centrale nel dibattito sul decreto Zan- a Pillon -da sempre difensore della “famiglia tradizionale” e antiabortista. Ed è stato proprio questo il motivo del tentativo di censura della Rai: aver fatto i nomi, essere troppo duro -il cantante racconta infatti che gli è stato chiesto di “elucubrare” i contenuti.

La smentita della Rai

Dopo il discorso di Fedez al concerto del primo maggio la Rai ha subito pubblicato un comunicato dove smentisce categoricamente tutte le accuse di Fedez, sfortunatamente però il cantante la sera del 30 aprile ha registrato la telefonata avuta con i vertici di Rai 3 e dopo la smentita della rete pubblica l’ha subito pubblicata su Twitter (guarda il video qui).

Dei fatti molto gravi




Il tentativo di censura a Fedez è un fatto grave per due motivi: non poter fare politica nel giorno della festa dei lavoratori è un controsenso, per il mercato del lavoro -l’economia- e la politica sono vicinissimi tra loro e non sempre condividono gli interessi. Impedire di parlare di politica nel giorno della festa dei lavoratori è uno sputo a tutti quei lavoratori che facendo politica hanno ottenuto lo Statuto e il rispetto delle norme costituzionali al riguardo. Inoltre Fedez è un musicista, che certamente ha voluto fare politica con quel discorso, ma non è un politico e non è in un’aula di tribunale per cui non sarebbe nemmeno necessario applicare il principio del contraddittorio o la par condicio. Il secondo motivo di gravità è forse peggiore: la possibilità che la rete pubblica -quindi libera- sia influenzata così fortemente dalla politica da far sottoporre il discorso di un artista (e soprattutto un libero cittadino) al partito che Fedez avrebbe attaccato. Tanti degli oppositori del DDL Zan ricorrono alla retorica della libertà di pensiero, della libera espressione delle proprie opinioni anche se un’opinione è ben diversa dalla violenza verbale e dalla discriminazione.

Ma quanto c’è di giusto ?

Ancora Fedez non fa altro che citare reali affermazioni per portare avanti la sua opinione, ormai chiara, che il DDL Zan deve essere approvato. Proprio per questo fare nomi e cognomi dei coinvolti sarebbe in piena regola però, quanto è davvero giusto? Dall’altra parte, quanto è stato giusto spostare il focus del discorso dai lavoratori dello spettacolo abbandonati al DDL Zan ? Sicuramente a Fedez sta molto a cuore questo decreto e il suo battersi ed esporsi su un tema così delicato gli fa molto onore: un uomo bianco, etero, privilegiato che difende le minoranze con così tanta forza è un gran tesoro. Forse che non Fedez al primo maggio di quest’anno sia andato un po’ fuori tema ?

Virginia Maggi

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