Femminilizzazione dell’uomo: sterilità raddoppiata e spermatozoi impotenti

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La femminilizzazione del maschio rischia di compromettere la sopravvivenza della specie umana.

Negli ultimi anni si è spesso parlato della femminilizzazione dell’uomo e della sua (quasi) perduta virilità. Sempre più uomini, in Occidente, sembrano adottare comportamenti ritenuti prettamente femminili: la depilazione, la cura del corpo e dell’aspetto fisico, la moda, ecc.

Il vero problema però, non consiste nelle sopracciglia ad ali di gabbiano o le gambe perfettamente lisce, esso è ben più radicato. Il fenomeno denominato “femminilizzazione del maschio” inizia già a livello fetale, quando il bambino è nel ventre materno.

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L’endocrinologo Richard Sharpe, in un’intervista su Presa Diretta, afferma che tutti sono programmati per essere di sesso femminile. Questo è “il programma di base“, secondo Sharpe. Il bambino nascerà maschio solo se durante lo sviluppo iniziale avrà ricevuto sufficiente testosterone, ormone responsabile dello sviluppo maschile.

Qualcosa agisce sul feto, causando un deficit di testosterone che condizionerà l’intera esistenza del futuro uomo. I casi di sterilità sono praticamente raddoppiati negli ultimi 50-60 anni, corrispettivamente il numero di spermatozoi si è dimezzato.

Anche la “qualità” del liquido seminale è sempre più bassa: spermatozoi poco attivi che non avranno mai la capacità di fecondare. Tutte queste problematiche non riguardano uomini anziani, giunti alla fine della loro capacità riproduttiva, ma ragazzi giovani e in perfetta salute.

Oltre a ritrovarsi spermatozoi pigri, gli uomini moderni avranno anche un pene più piccolo. Sembra infatti che la lunghezza media dell’organo riproduttivo maschile sia diminuita di circa 2 cm. Se si continuerà con questo andamento, si rischiano verificheranno problemi concreti sulla funzionalità del pene..

Questa femminilizzazione del sesso maschile inizia a causa dell’assimilazione di determinate sostanze chimiche con cui la donna in gravidanza viene a contatto e che involontariamente trasmette al feto. Sono sostanze con cui entriamo in contatto ogni singolo giorno, tramite ogni azione compiuta.

I prodotti che utilizziamo quotidianamente contengono svariate sostanze chimiche che, inevitabilmente, hanno degli effetti sul nostro corpo. Tra queste sostanze ci sono i composti perfluorurati (PFC) (molecole con legami carbonio-fluoro), che sono stati largamente impiegati negli ultimi cinquant’anni in virtù delle loro peculiari caratteristiche chimico-fisiche. Questi composti sono largamente presenti nei vestiti, pesticidi, piatti di plastica, capsule da caffè, e in tanti altri oggetti.

La diminuzione di testosterone sembra essere direttamente collegata alla presenza degli ftalati. Questa sostanza, benché soggetta a limitazione da parte dell’Unione Europea, è un additivo presente in svariati oggetti di plastica, detersivi, creme, cosmetici e giocattoli.

Anche se non ancora accertato, sembra che l’assunzione di Paracetamolo durante la gravidanza possa avere effetti significativi sullo sviluppo ormonale del maschio. Gli esperimenti, finora condotti su topi cui è stato somministrato del Paracetamolo, hanno mostrato un sottosviluppo degli organi sessuali maschili e malformazioni genitali.

La femminilizzazione dell’uomo è dunque un problema serio che rischia di compromettere, nel lungo periodo, la sopravvivenza della specie umana. I Paesi industrializzati stanno già sperimentando un drastico calo delle nascite, dovuto sicuramente a fattori culturali e sociali, ma che in parte dipende anche dall’aumentata sterilità.
Sterilità causata dallo stile di vita agiato e comodo che conduciamo da decenni ormai.

Radavoiu Stefania Ema

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