I nuovi figli d’arte del calcio: quando buon sangue non mente!

Dal figlio di Pelé al primogenito, inizialmente non riconosciuto, di Maradona, molti figli d’arte hanno intrapreso il percorso dei genitori senza però riuscire a sopportare l’enorme peso del cognome sulle proprie spalle.

Mentre alcuni, come il modello Brooklyn Beckham, hanno trovato la propria realizzazione lontano dal campo da gioco, altri, tra cui Jordi Cruijff e Stephan Beckenbauer, sono riusciti a riscattarsi, dopo una carriera non sempre soddisfacente, nei panni di allenatore. Proprio quest’ultimo, in qualità di tecnico delle giovanili del Bayern Monaco, ha sfornato giocatori del calibro di Hummels, Schweinsteiger e Thomas Müller. Ed è proprio in Germania che s’infiamma la sfida tra nuovi giovani talenti, figli d’arte determinati ad ampliare il palmarès di famiglia.

Dalla Norvegia con furore: Erling Braut Håland

Senza dubbio, uno dei protagonisti indiscussi di questa stagione è Erling Braut Håland, punta centrale del Borussia Dortmund e fiore all’occhiello, ad appena 19 anni, della nazionale norvegese under20. Il bomber giallo-nero sotto l’ala di Mino Raiola, dopo un promettente inizio di stagione con il Red Bull Salisburgo e 8 reti ed un assist in cinque match ufficiali di fila in Uefa Champions League, è approdato in Germania alla corte di Lucien Favre durante la sessione invernale di calciomercato. Il giovane talento norvegese, nonostante la bruciante eliminazione della sua nuova squadra contro il Paris Saint Germain, è riuscito ad arricchire il proprio bottino di goal segnando altre due reti nella gara d’andata degli ottavi di finale.

Il suo esordio in Bundesliga è stato altrettanto devastante, con una tripletta rifilata al F.C. Augusta, seguita da altre 7 reti e 3 assist nelle successive nove giornate di campionato ed un goal anche in DFB-Pokal. Un totale di 21 centri che si sommano ai 20 messi a segno ad inizio stagione con gli austriaci del Salisburgo tra Coppa e Campionato. Numeri da capogiro in poco meno di un anno, specie per un giocatore così giovane. E per quelli che giustificano queste statistiche sottolineando il più basso coefficiente di difficoltà di alcuni campionati europei rispetto ad altri, non resta che rifarsi gli occhi con le azioni mostruose di questo talento.

Håland senior e la carriera spezzata

Inevitabile, dinnanzi ad una presentazione così autorevole sul palcoscenico europeo, non ricordare la carriera di suo padre, Alf-Inge Rasdal Håland, difensore di Leeds United (1997 – 2000) e Manchester City (2000 – 2003). Tristemente noto per aver rifilato un brutto infortunio ed una cocente sconfitta a Roy Keane, capitano del Manchester United, nel 1997, Håland senior subì dal centrocampista irlandese, dopo tre anni e mezzo, un tremendo calcio al ginocchio che pregiudicò la sua prima stagione con i Cityzens. Nonostante questa nota negativa, il difensore scandinavo vinse con il City il campionato di Seconda divisione nel 2002 per poi ritirarsi dal calcio giocato l’anno successivo. La sua ultima apparizione sul terreno di gioco risale alla stagione 2011/2012 con la maglia del Rosseland.

Un finale diverso?

Due posizioni e stili di gioco differenti quelli di Alf ed Erling, lanciati entrambi dal Bryne FK, squadra norvegese di terza serie, che dunque rendono impossibile un paragone. Il giovane attaccante del Borussia Dortmund che, prima del trasferimento al Red Bull Salisburgo, aveva espresso il desiderio di giocare per il Leeds United proprio come suo padre, sta conquistando, a suon di goal, la Bundesliga, attirando su di sé l’attenzione di molti club europei tra cui la Juventus ed il Real Madrid. Beniamino, fin dalla prima partita, del muro giallo di Dortmund, Håland dovrà mantenere alta la concentrazione per conservare il mostruoso trend a cui ci ha abituato nel corso di questa stagione. Saranno il tempo e la sua determinazione a dimostrarci se sarà pronto a conquistare l’Europa ed un posto nell’Olimpo del calcio, rompendo così la triste maledizione che accompagna i figli d’arte.

Buon sangue non mente

Negli ultimi anni, la Bundesliga sta crescendo e sfornando un elevato numero di nuovi talenti, tra i quali è d’obbligo annoverare Marcus Thuram, primogenito dei due figli d’arte di Lilian, celeberrimo difensore di Parma, Juventus e Barcellona, che, pur in una posizione diversa dal padre, sta conquistando il cuore della tifoseria del Borussia Mönchengladbach. Trasferitosi in Germania dopo un’esaltante stagione francese con l’EA Guingamp (un totale di 13 reti in 38 partite), l’attaccante ha già superato il proprio precedente record con 14 goal in 37 match ufficiali tra Bundesliga, DFB-Pokal ed Europa League. Nell’ultima giornata di campionato, dopo aver rifilato una doppietta all’Union Berlino, il numero dieci ha esultato inginocchiandosi in memoria di George Floyd, dimostrando tutto il proprio impegno nella lotta al razzismo. Un gesto motivato da una profonda moralità ispirata dal padre, ambasciatore UNICEF e attivo in numerose battaglie sociali.

Un palmarès di famiglia da urlo

I numeri e le prestazioni di Lilian Thuram sono impressionanti sin dal Monaco, con la vittoria di una Coppa di Francia nel 1991 e con ben 11 goal. Se poi si aggiungono la Coppa Uefa, la Coppa e la Supercoppa italiane vinte con il Parma di Alberto Malesani nel 1999 al fianco di Buffon e Cannavaro, due Serie A in seguito al passaggio alla Juventus, una Supercoppa di Spagna con il Barcellona, un mondiale nel 1998, un europeo nel 2000 e la Confederations Cup del 2003 contro il Camerun di Samuel Eto’o, la bacheca dei trofei in casa Thuram si allarga ancor di più.

Adesso, il testimone è nelle mani di Marcus, già nel mirino di molte squadre europee, tra cui Juventus, Arsenal e Borussia Dortmund, e di suo fratello Khéphren, talento diciannovenne del Nizza e della nazionale francese under19 con la quale ha già realizzato una rete. Nell’attesa che entrambi arricchiscano il palmarès della propria famiglia, non resta che godersi l’ascesa di questi due giovani astri nascenti del firmamento calcistico contemporaneo.

Alessandro Gargiulo

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