Fine del decennio. Bilancio e buoni propositi per il 2020

Nell'epoca delle crisi economiche, climatiche e culturali, focalizzare le parole simbolo del nostro tempo ci aiuta a capire dove stiamo andando

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Si entra nel 2020. Cambia il decennio. Sono passati 20 anni dal passaggio del Millennio e ora si entra nella seconda decade. Cosa ha caratterizzato questi 10 anni appena trascorsi e cosa ci porteremo nel prossimo futuro?

Ci sono delle parole simbolo che interpretano bene il nostro tempo, fotografano la nostra società e la rappresentano. Nell’epoca delle crisi economiche, climatiche e culturali, focalizzare queste parole ci aiuta a capire dove stiamo andando; ma ci aiuta anche a fare un bilancio (di rito, a fine e inizio anno), e a pensare a come migliorare per gli anni che verranno.




La società per immagini

La società contemporanea è una società per immagini. Siamo egocentrici, curiosi della vita degli altri e ossessionati dal voler rappresentare la migliore parte di noi stessi. E’ l’impero dei social network. E’ l’esercito dei selfie. Ecco, selfie è la parola simbolo di questo decennio, che molto probabilmente ci porteremo dietro ancora per molti anni.
Buoni propositi: cercare di ridurre il tempo che si spreca a inquadrare il momento perfetto con una perfetta acconciatura, per impiegarlo in un modo più utile per sé e per gli altri.

Populismo e Sovranismo

“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. L’articolo 1 della Costituzione andrebbe ricordato a chi invoca ed esalta il potere del popolo in modo incondizionato (e per fini utilitaristici), alias populista. La scena politica italiana è stata dominata negli ultimi anni dal populismo e ahimé anche dal sovranismo, termine ripreso dal francese per indicare la contrarietà all’integrazione europea. Europa che – ricordiamo a chi ha dimenticato le due guerre mondiali – ci aiuta a mantenere la pace tra gli Stati.
Buoni propositi: evitare di essere contaminati da questa ondata di protezionismo e nazionalismo che spesso fa rima con miopia culturale, razzismo e fascismo.

Identità, genere e integrazione

Altra parola simbolo di questo decennio – che ci accompagnerà ancora per molto tempo – è certamente “integrazione“. Viviamo in una società multiculturale con coppie omosessuali e transessuali, dove si afferma la teoria del gender, dove le donne ancora devono combattere per raggiungere gli stessi diritti degli uomini, dove ancora si parla di femminicidi: va abbattuto il muro delle differenze e della discriminazione. I conflitti sul genere si inseriscono nella più ampia questione dell’identità. Che si manifesta in una sorta di superiorità dei maschi e dei bianchi, ma anche di alcune politiche che chiudono le frontiere e fanno affondare i barconi. Buoni propositi: le Sardine hanno risvegliato le coscienze. Cerchiamo di non riaddormentarle.

Clima e ambiente

La battaglia per il clima è cominciata negli ultimi anni grazie anche all’attivista svedese Greta Thunberg, ma ha contagiato milioni di ragazzi nel mondo e finalmente ora anche la politica internazionale  l’ha inserita in agenda tra le priorità di governo.
Buoni propositi: conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità, anche a costo di fare sacrifici (per i politici, elettorali, per i cittadini, nelle piccole abitudini quotidiane).

Intelligenza artificiale

La sfida per il prossimo decennio sarà quello di continuare sulla strada dell’automazione e dei progressi tecnologici senza rinunciare all’importanza del fattore umano e della forza lavoro. La tecnologia ha bisogno dell’uomo.
Buoni propositi: non aver paura della sfida e affrontarla al meglio mettendo le nuove tecnologie al servizio dell’uomo. E non il contrario.
Marta Fresolone

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