Napoli, novantenne finge rapina in casa: “Scusate, mi sentivo sola”

La donna non usciva da un mese. Una volta arrivata la polizia, ha chiesto agli agenti: "Mi sento sola, potreste portarmi a fare una passeggiatina?"

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La telefonata ricevuta dalla centrale operativa da parte di un ultranovantenne, residente presso una via del quartiere dell orto botanico, a Napoli, aveva allarmato non poco le forze dell’ordine. La signora affermava di aver subito una rapina nella sua abitazione da parte di tre malviventi, che successivamente l’avevano legata.

Già preparati a dover fronteggiare una situazione di pericolo, gli Agenti rimanevano sorpresi nel constatare che la porta non presentava alcun segno di effrazione. La casa era in ordine, pulita, così come la signora che li aveva chiamati.

Ma il suo viso tradiva un espressione di malinconia che esprimeva quello che probabilmente è il rischio più grande per chi arriva alla terza età: la solitudine.

 

“Non posso permettermi una badante, non esco da un mese”

Dopo che i poliziotti le avevano chiesto cosa fosse successo, Nonna Ester (nome di fantasia) ha tentato di abbozzare una versione poco credibile: “erano in tre, mi hanno rubato tutti i soldi, potete restare con me?”.

Ma l’abitazione era in perfetto ordine. A quel punto, visibilmente imbarazzata, Ester ha ammesso la triste verità, scusandosi con gli agenti che erano intervenuti sul posto: “ Vi chiedo scusa per avervi fatto venire inutilmente, sono sola e non posso permettermi una badante. È da un mese che non esco di casa…potreste portarmi a fare una passeggiatina?”.

A queste parole gli agenti si sono letteralmente sciolti. Le loro volanti erano sfrecciate in fretta e furia in modo da intervenire tempestivamente in soccorso di quella donna anziana. Erano preparati a dover fronteggiare dei rapinatori violenti, invece si sono trovati di fronte Ester, che non era in pericolo di vita, ma da oltre un mese si trovava a dover fronteggiare una bestia nera ed invisibile: la solitudine.

Gli agenti portano Nonna Ester a fare colazione

Gli agenti a quel punto non se la sono sentita di fare finta di niente e lasciarla nuovamente da sola. Così hanno regalato ad Ester quello che per lei era il dono più prezioso, la compagnia e l’affetto.

Dopo aver avvertito la centrale operativa, gli agenti hanno portato Ester sulla loro volante, a bordo della quale ha finalmente potuto rivedere la sua amata Napoli, dopo un mese di completo isolamento.

Dopo aver fatto colazione con cornetto e cappuccino, Ester ha chiesto ai suoi fidi scudieri di accompagnarla in chiesa. Qui gli agenti hanno parlato col parroco, facendo presente la condizione di estrema solitudine con cui Ester convive ormai da tanto, troppo tempo.

“Troveremo una soluzione, una persona si prenderà cura di lei”. Con queste parole il parroco ha rassicurato gli agenti così da evitare che d’ora in avanti la donna rimanga da sola.

Quella di Ester è una storia a lieto fine, in cui sentimenti nobili come l’amicizia e la solidarietà hanno avuto la meglio contro l’indifferenza, il male forse più grande che affligge in questi anni la nostra società.

Vittorio Bottillo

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