Flash mob a Piazza del Plebiscito per ricordare Pino Daniele

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Due anni sono passati dalla scomparsa del celebre cantautore napoletano, Pino Daniele. Nel cuore dei suoi concittadini è ancora molta la voglia di ricordarlo.

Il 4 Gennaio 2015 ci lasciava uno dei più grandi musicisti italiani di sempre, Pino Daniele. Poche ore dopo l’annuncio della sua morte, spontaneamente si riunirono migliaia di persone in Piazza del Plebiscito. Il popolo napoletano voleva cantare il suo saluto al suo poeta. E fu intensa commozione.

Oggi, dopo due anni, Napoli ancora non dimentica. Tantissime le iniziative sorte in questi giorni per ricordare Pino Daniele.  Ieri il Museo della Pace MAMT ha inaugurato un piano completamente dedicato all’artista partenopeo.  Uno dei caffè più famosi del capoluogo campano, il Gambrinus, ha invece offerto gratuitamente al pubblico il dolce “Pinuccio”. Il piacevolissimo dessert è stato creato nel 2016 proprio per omaggiare il cantautore. La giornata si è poi conclusa in piazza con due momenti musicali, uno alle 18 e 30, in piazza Santa Maria La Nova e il successivo alle 21, 30 presso Castel dell’Ovo.

Questa sera, invece, il popolo del web si è organizzato per ricordare Pino Daniele esattamente come due anni fa. L’appuntamento in Piazza del Plebiscito è stato fissato per le 19,00 e diffuso tramite le principali pagine Facebook dedicate al musicista. Una gremita folla di fan e di semplici ammiratori si è riunita ai piedi del colonnato. Una folla diventata nei minuti sempre più numerosa. Nonostante il freddo, qualche impavido ha cominciato a riprodurre le ben note melodie di “Pinotto” con l’aiuto di una chitarra. Il coro si è fatto sempre più alto, cercando forse di raggiungere quel tanto amato artista in qualsiasi parte dell’Universo.

Non c’era commozione questa volta, le lacrime erano passate, la ferita era rimarginata, il lutto elaborato. C’era allegria, gioia, voglia di condivisione, risate e “napoletanità”. Perché il popolo partenopeo sa che questo è il modo migliore per ricordare Pino Daniele, mostrando proprio a lui la parte migliore di questa città. Una città ferita, che ha perso uno dei suoi figli più amati, che ha saputo cantarla come pochi, ma che da quel forte dolore sa rinascere, sa farne tesoro e colore, arcobaleno in tempi di tempesta.

Le voci si fondono, passano “rint’ e vic, miezz all’at”. La gente sorride, brinda con “na tazzulella e cafè”. Perchè Pino stasera lo deve sentire, che la sua musica non è nostalgia, ma solo “Alleria”.

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