Fontana del Garraffello: restauro, polemica e un popolo diviso

il 27 maggio 2017 a Palermo si sono conclusi i lavori di restauro della fontana cinquecentesca nel cuore della Vucciria, il mercato storico nel cuore del centro.

Un’inaugurazione alquanto bizzarra ha scatenato una polemica sui social.

la fontana del garraffello
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Fontana Del Garraffello: tornata splendente grazie all’intervento di restauro da parte di privati, usata come piscinetta comunale da parte dei giovani abitanti del quartiere.

La Fontana del Garaffello ha una storia alquanto travagliata nella quotidianità di Palermo. Fontana del tardo cinquecento, fortunata superstite dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, oggi ritorna agli splendori.

La Fontana Del Garraffello: prima e dopo il restauro

Il 14 maggio hanno avuto inizio i lavori di restauro e riqualificazione del territorio da parte di privati: lo Studio PI5 di Architettura e l’impresa Edil Sacif di Lercara Friddi, insieme con una cordata di cittadini, hanno stanziato dei fondi per il restauro.

Per il progetto della Fontana, i privati hanno acquistato anche la proprietà dei tre palazzi che le fanno da cornice: Palazzo Ramacca, Palazzo Sperlinga e Palazzo Mazzarino.

L’intento è quello di restaurare, riqualificare e riconsegnare ai cittadini e ai turisti la zona della Vucciria, mercato storico di Palermo. Il Comune di Palermo ha concesso il via e ha coordinato i lavori, che adesso proseguiranno per restaurare i palazzi storici.

Tutto il rione della Vucciria è vittima da anni di atti di vandalismo e dell’incuria della popolazione che, di sera, rende il quartiere un palcoscenico di decadente movida, puntellata da bottiglie di vetro in giro per le strade.

La Fontana, utilizzata in questi momenti come poggia culi, posacenere e cestino dell’immondizia, adesso è stata recintata; l’impianto di adduzione e scarico delle acque è stato rifatto; il piano di depressione e i gradini sono stati restaurati.

La risposta del quartiere

Che la recinzione con quei spuntoni alti non avrebbe fermato il palermitano vandalo, si temeva; ma ogni cosa buona fatta a Palermo ha, per prima cosa, la sfiducia del Palermitano Benpensante. Siamo affezionati alla decadenza che giustifica le nostre lagne, non ci piace che le cose cambino e anche in meglio; non ci crediamo.

Quello che è accaduto, però, è andato oltre la ogni prospettiva. Perché non è avvenuto alcun atto vandalico – come? Ho capito bene? Non hanno già vandalizzato? E ora come posso enunciare Palermo come città schifosa? –, bensì un atto di noncuranza, ignorante, ma innanzitutto inconsapevole. Addirittura ingenuo. Sì, ingenuo. Come lo sono i bambini.

Gli stessi che, il giorno dopo l’inaugurazione ufficiale, hanno ben pensato di farsi un bagno – con tanto di costume e infradito – dentro la fontana.

La polemica

Il Palermitano Benpensante e ipocrita non ha tardato a farsi sentire sui social, luogo preferito per esprimere i proprio pensieri e assopire i fatti concreti – e in una città devastata come Palermo un atto concreto è anche un piccolo gesto; non è richiesta alcuna rivoluzione, solo un briciolo di interesse -.

Spiegare a parole ciò che è accaduto esattamente non basterebbe. Forse è sufficiente mostrare quelle utilizzate da chi proprio non poteva fare altro che secernere disprezzo e indignazione:




Fontana
Bella idea, complimenti!

 

Fontana
A quanto pare...

 

Fontana
L’importante è avere fede nelle istituzioni.

 

Fontana
Si sa: il porticciolo della Cala ha l’acqua così pura e contaminata che lui è il primo a sguazzarci dentro…

 

Fontana
Ora sì che la mia coscienza è scossa.

 

Fontana

L’indignazione ridondante e assolutamente inutile del Palermitano Bene è l’ignoranza più dannosa di tutte, poiché è un’ignoranza che si fa fregio del documento di legittimità alla cultura che fa credere al soggetto di essere superiore.

Comprendere, non condannare

Il gesto dei bambini è allucinante: in nessuna città con senso civile e di appartenenza al territorio accade questo. I ragazzi che allegramente si sono fatti il bagno non avrebbero dovuto, dal momento che una fontana, soprattutto storica, non è evidentemente una piscina.

Com’è allucinante il radical chic che si dichiara affezionato alla decadenza putrefatta di questa città perché altrimenti “non sarebbe più Palermo” e il quale lascia, il sabato sera, la bottiglia di birra sulle balate della strada.

Ma c’è un problema che ci ostiniamo a ignorare: la bellezza va insegnata. Se nessuno la insegna, non cresce spontanea la sua concezione.

Se nessuno educa al senso di appartenenza, difficilmente un ragazzo di zone disagiate e abbandonate – così come lui stesso è abbandonato dalla sua famiglia -, comprende che una fontana da cui sgorga acqua è un monumento e non una bacinella per lavare i piedi.

Comprendere, non condannare. Laddove comprendere non significa giustificare. Significa solo comprendere.

Chi deve educare? Chi deve insegnare? Chi deve dire loro che la Vucciria è un pezzo di storia e non una discarica?

I genitori non ci sono. E anche ci fossero? Parliamo di persone che sono abituate a essere etichettate come feccia, come incivili, come animali e che hanno cresciuto le loro famiglie con questa mentalità, con questa inefficace differenza tra noi e loro. Quando tutti componiamo la stessa città.

Una popolazione massiccia e numerosa dietro le quinte della Splendente.

Tutti questi leoni da tastiera dall’indignazione facile e dal veleno viperino non sanno, forse, che non sono migliori di quei bambini, né dei loro genitori, né dei venditori della Vucciria – popolino umile e ignorante, abituato a lavorare e buscarisi u pane -; non hanno nulla da insegnare loro, probabilmente sarebbe viceversa, se solo avessero il coraggio di affrontarli; tutti questi indignados sono solo più fortunati.

La Fortuna di chi ha potuto leggere, studiare e coltivare anche fuori dalla scuola il senso civico grazie alla partecipazione di eventi, di accessi facili alla cultura in tutte le sue forme.

L’intento non è quello di schierarsi solo dalla parte di quei ragazzi, perché il gesto rimane di una certa gravità e se possono accedere facilmente loro, chiunque abbia intenzione di danneggiare la fontana potrebbe, invalidando l’ennesimo tentativo in questa città malata di redimersi dalla colpa di essere abbandonata.

L’intento è quello di denunciare l’ignoranza che si fa arrogante; di una violenza delle parole che si concretizza nei pensieri di tutti i giorni; di tentare di ragionare insieme e accettare che Palermo ha questa duplicità e che deve crescere parallelamente per guarire dai suoi mali.

Inutile indignarsi e lamentarsi di come vanno le cose, la città è composta da una popolazione “ricca” – nel senso più ampio di ricchezza – e una incredibilmente povera. Finché quest’ultima rimarrà emarginata, Palermo non sarà mai lo splendore che tanto vorremmo avere, a livello europeo e mondiale.

Prendete un bel respiro e rinfrescatevi un po’, fosse necessario anche nell’acqua della Fontana.

Gea Di Bella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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