Foodora: sei lavoratori di Torino, si oppongono al licenziamento

Fonte Immagine: andershusa.com
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Inizia a Torino il primo processo in Italia intentato nei confronti dell’azienda tedesca Foodora.





Dopo le manifestazioni di protesta relative alla paga, che da oraria passava a cottimo, e per solidarietà verso due colleghe già licenziate per le medesime proteste, sono stati estromessi dal servizio altri giovani rider.

I lavoratori di questo servizio sono in genere giovani studenti che cercano di racimolare guadagni per poter pagare gli studi semplicemente per poter sopravvivere. Oltre a ricevere un salario da miseria, i lavoratori devono avere un mezzo proprio, a proprie spese ed ovviamente a proprio rischio. Devono in oltre versare una cauzione per il casco, la divisa ed il box porta cibo.




Le conseguenze di tali proteste sono state non solo il licenziamento dei ragazzi, ma per fortuna, anche l’interruzione di collaborazione da parte di alcuni ristoratori in segno di solidarietà con i lavoratori.

Oggi i lavoratori chiedono al Tribunale del Lavoro di Torino di annullare il licenziamento ed  il riconoscimento di un rapporto di lavoro non autonomo ma bensì subordinato. L’azienda, ribadisce, ovviamente, di aver sempre rispettato le normative vigenti.




Foodora, magari, riuscirà anche a spuntarla contro questi sei coraggiosi ragazzi, ma la verità è che le normative vigenti, in teoria a tutela dei lavoratori, sono sempre più scritte a tutela dei datori di lavoro. I diritti di chi ogni giorno cerca di fare il proprio dovere sono diventati un ricordo sempre più flebile. Ci stanno trasportando in una legalizzazione della schiavitù dove tutto è lecito pur di poter conservare un posto di lavoro.

L’augurio a questi sei combattenti è di vincere la causa per loro e per tutti coloro che si trovano nelle medesime condizioni, in modo che ciò serva da monito per tutti i colossi che studiano le normative sul lavoro per inventarsi come sfruttare il prossimo per il solo loro tornaconto. La speranza è che il Giudice trovi, nell’applicazione delle normative, l’equità  per il rispetto del lavoro altrui.

 

 

Raffaella Presutto 

 

 

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