«Salvini ha preso le nostre idee». Forza Nuova depredata del suo filofascismo

Forza Nuova disconosce il leader della Lega, ecco perché

«Salvini ha fatto suoi i nostri temi che noi portiamo avanti dal 1997». In questa intervista l’attacco del segretario di Forza Nuova per il Piemonte e la Val d’Aosta Luigi Cortese

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Forza Nuova non riesce a mettere piede in Europa. Incassa un risicatissimo 0,15 per cento appena e anche alle amministrative la sconfitta è marcata. L’ultima tornata elettorale ha chiaramente consegnato le periferie, da Nord a Sud, alla Lega.

Forza Nuova perde, su più fronti. La propaganda retorica contro l’immigrazione incontrollata, pompata ripetutamente da numeri gonfiati e lontanissimi dalla realtà, paga Matteo Salvini, re indiscusso del consenso. Un consenso ottenuto con un bombardamento mediatico che ricorda, forse, solo i tempi delle discesa in campo di Berlusconi (allora c’erano le tv e non Facebook…).

Alcuni giorni fa il deputato genovese Luca Pastorino ha depositato due proposte di legge per lo scioglimento di Forza Nuova e Casapound per fascismo e la creazione di un osservatorio antifascista sul web. Ma è curioso notare come le formazioni filo-fasciste in Italia siano state depredate anche della loro essenza più intima. Alcuni dei cavalli di battaglia di FN e Casapound sono diventati leve straordinariamente efficaci per il leader della Lega. Lotta all’immigrazione, italianità, richiamo alla tradizione cattolica, autoritarismo e machismo (vero o presunto) hanno consegnato la vittoria nelle mani del ministro. Persino nelle terre dell’accoglienza, da Riace a Lampedusa.

«Salvini ha preso le nostre idee» attacca Luigi Cortese, segretario di Forza Nuova per il Piemonte e la Val d’Aosta. «E l’ha fatto per prendere voti». Lo incontro nella loro sede, un sottoscala di Torino dove campeggiano bandiere nere e foto del Duce.

Cortese, Salvini continua a dire che lui è il ministro dei porti chiusi ma i migranti continuano a sbarcare. Cosa non funziona della politica del ministro?

Questa è un’accozzaglia di governo. Salvini si trova a governare con una forza completamente contraria a quelli che sono stati i punti cardine della sua campagna elettorale per le Politiche. Il Movimento 5 Stelle si è sempre dichiarato a favore dell’immigrazione, tant’è vero che è stato uno dei sostenitori dell’annullamento del reato di immigrazione clandestina. Salvini ha fatto suoi i nostri temi che noi portiamo avanti dal 1997.

Cioè i filofascisti si sono insinuati nella Lega…

Diciamo che la Lega ha preso le idee dei filofascisti.

Qualche giorno fa un vostro striscione recitava “Mimmo Lucano nemico dell’Italia”. Perché è un nemico dell’Italia?

Perché ha avuto e ha comportamenti contro il nostro Paese. Una persona che ha aiutato a fare dei matrimoni fasulli, ha dato appalti a cooperative che vivevano sull’immigrazione per noi è un nemico dell’Italia. Lucano è colpevole di vari reati: immigrazione clandestina, abuso d’atti d’ufficio e anche distrazione di fondi.

L’ONU ha appena lanciato l’allarme: in Italia diminuiscono gli sbarchi ma aumentano i morti in mare. Come vi fa sentire questa affermazione?

Non possiamo che essere alquanto preoccupati. Noi siamo per i blocchi delle partenze dalle varie zone, soprattutto la Libia. Il blocco degli sbarchi è stato usato da Salvini come pura campagna elettorale. Noi vogliamo che non parta più nessuno. Vogliamo che ogni popolo stia nel proprio territorio e che magari venga aiutato lì. Ma non può essere certo l’Onu ad aiutare queste persone, perché non fa altro che una politica imperialista sui territori che gli interessano destabilizzando sempre e comunque uno status quo consolidato.

Però, mi scusi: se i migranti riescono a partire, una volta che sono in mare cosa facciamo?

Li facciamo sbarcare e li rimpatriamo.

Forza Nuova è razzista?

Il razzismo è una scusa, sia elettorale che non, per ghettizzare un determinato nemico politico. Noi non siamo razzisti. Diciamo da sempre che ogni popolo ha la sua terra. Noi non parliamo di rimpatrio totale, ma di rimpatrio di chi non ha diritto di stare sul nostro territorio.

E chi ha diritto a stare sul nostro territorio?

Si deve adeguare alle leggi italiane, pagare le tasse, trovarsi un lavoro e non essere a carico dello Stato.

E se il lavoro non lo trova? E’ abbastanza dimostrato che…

…Che il lavoro è poco.

…Che il lavoro è poco ed è poco per tutti. Ma che non esiste l’equazione più immigrati uguale meno lavoro, cioè non è che se ci sono più immigrati c’è meno lavoro per gli italiani.

No, non stavo dicendo quello.

Allora mi spieghi cosa voleva dire.

Che chi viene in Italia e vuole restare deve avere la possibilità di mantenersi da solo e non pesare sulle spalle dello Stato. Come la deve avere per dignità un italiano. Il cosiddetto reddito di cittadinanza l’abbiamo visto e lo vediamo ancora, oltre che come una marchetta elettorale, come un sussidio inutile. L’unica vera politica da fare è quella dello sgravio sul costo del lavoro. Ovviamente, se oggi come oggi devo decidere chi aiutare decido di aiutare prima un italiano. Se vengono in Italia, hanno un lavoro e sono rispettosi di quella che è la nostra legge e le nostre tradizioni, anche quella cattolica, e nessuno parla di convertire, per noi vanno bene, possono restare.

Quindi per voi “loro”, loro in termini ovviamente molto generici, potrebbero professare le proprie religioni…

Possono professare le proprie religioni ma siamo contro l’impianto di moschee. Che non sono altro che un ambiente in cui si trovano per radicalizzarsi e avere determinati comportamenti senza essere controllati. In questo momento la possibilità di fare aprire delle moschee in Italia sarebbe soltanto un modo per far proliferare gli islamisti. E attenzione: non parlo di islamici ma proprio di islamisti radicalizzati che possono portare a destabilizzare il nostro territorio oppure andare in Europa, com’è successo, e compiere atti terroristici.

Avete da poco organizzato quella che avete chiamato “passeggiata” contro la mafia nigeriana ad Aurora, storico quartiere di Torino a due passi dal centro, che ha sempre accolto immigrati, da tutta Italia prima e da tutto il mondo poi. Cosa sono esattamente queste “passeggiate”?

Sono camminate che facciamo regolarmente nei quartieri contro lo spaccio, la prostituzione e il degrado. Quella di Aurora in realtà era nata come manifestazione elettorale ma poi alcuni residenti ci hanno chiesto di trasformarla.




Questa “passeggiata” non è per niente piaciuta al mondo antifascista. Sono scesi in piazza i centri sociali e diverse sigle legate al mondo della sinistra. In un post su Facebook avete scritto testualmente che «l’apparato antifascista e gli antagonisti oggi più che mai dimostrano il loro appoggio alla criminalità organizzata con cui intrattengono notoriamente affari, in un rapporto di proficua vicinanza». Una frase forte…

Questi, come è noto, sono personaggi che vivono di queste cose, spaccio e immigrazione clandestina soprattutto. Vanno a comprare dai pusher nigeriani e poi si portano dietro tutto quello che ne segue: prostituzione, degrado, accattonaggio e occupazione abusiva. Qui non si tratta di fascismo contro antifascismo o di antifascismo ideologico. Qui noi riconosciamo un antifascismo di sistema. Quello che loro hanno spacciato come antifascismo non è altro che il tentativo di bloccarci e di non far crescere il consenso nei nostri confronti in una zona dove la gente ormai è stanca. Si tratta di connivenza con determinati ambienti.

Ma a Torino, così come nelle periferie di altre città, il problema secondo voi è davvero la mafia nigeriana? Non sono piuttosto il debito, il cappio al collo delle fondazioni bancarie che tengono in scacco la politica, la mancanza di una politica seria sulla casa, il lavoro che non c’è più, l’abbandono delle periferie…

Sono due aspetti diversi ma che collimano tra di loro. La mafia nigeriana e l’immigrazione sono un aspetto che va a colpire direttamente il cittadino. Poi certamente c’è anche il cappio dell’usura e delle banche, del sistema monetario internazionale, che noi denunciamo da sempre.

Aurora è lo stesso quartiere in cui proprio qualche giorno fa ha fatto un giro a piedi anche l’ex ministro Minniti, che ha detto che “il futuro della democrazia italiana si giocherà sulla sicurezza di piazze, periferie e integrazione”. La formuletta magica per la riqualificazione di zone come questa sarebbe un mix di presidio delle forze dell’ordine, presenza dei civich e videosorveglianza. A pochi giorni dal voto la sindaca Appendino e il prefetto Palomba annunciano sgravi fiscali su Imu e Tasi a quei privati che installeranno telecamere nelle proprie case. Cosa ne pensate?

Hanno scoperto quello che noi diciamo da sempre, e lo scoprono pochi giorni prima delle elezioni quindi è pura propaganda elettorale. E comunque non si può demandare al singolo cittadino la sicurezza, che invece è compito delle istituzioni.

Il vostro vicesegretario nazionale Giuseppe Provenzale ha detto che il livello dello scontro politico va alzato. Fino a che punto bisogna alzarlo?

Fino al punto in cui il popolo lo vuole. Parliamo di scontro politico. Gli italiani che dopo anni e anni di distrazione di massa voluta dal sistema Italia, che ha sempre anteposto la paure del fascismo con l’antifascismo, sono stanchi di questa divisione. Il divide et impera che hanno usato per settant’anni adesso non funziona più.

Gli strumenti di contestazione sono sempre pacifici o possono anche non esserlo?

Noi abbiamo dimostrato di volere uno scontro pacifico, politico. A Torino non c’è mai stato uno scontro fisico che ha coinvolto Forza Nuova. In altri posti in cui c’è stato lo scontro è perché Forza Nuova è stata provocata dal sistema, sia il sistema Italia, cioè lo Stato, sia il sistema antifascista, cioè i centri sociali.

Mi sta dicendo che voi non avete mai provocato?

Le nostre provocazioni se ci sono state, e non dico il contrario, sono state sempre provocazioni politiche. Non siamo mai scesi in piazza a contestare una manifestazione dei centri sociali.

 

Miriam Carraretto

2 Comments
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